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BERNA - Il Tribunale amministrativo federale TAF ha respinto il ricorso inoltrato da otto delle 17 imprese che si erano associate per mantenere artificiosamente alti i prezzi delle opere di pavimentazione stradale in Ticino.
L'intesa cartellistica si era protratta dal 1999 al 2004 ed era cessata, con il conseguente calo delle tariffe praticate, solo dopo un intervento della Commissione federale della concorrenza (Comco).
Il TAF ha fatto sapere di condividere le valutazioni dell'autorità di sorveglianza, in base alle quali le ditte asfaltatrici fissavano in anticipo, in occasione di riunioni settimanali, l'aggiudicazione degli appalti pubblici e i relativi costi, secondo una chiave di ripartizione predefinita.
L'accordo è comunque stato sciolto prima della scadenza della fase transitoria che ha preceduto - il 31 marzo del 2005 - l'entrata in vigore della riveduta legge sui cartelli: la Comco non ha quindi avuto la possibilità di infliggere sanzioni.
Il TAF, come del resto la Comco, è giunto alla conclusione che quell'intesa era illecita, ma ancora non è stata detta l'ultima parola. Contro la sentenza è infatti possibile inoltrare ricorso presso il Tribunale federale. Sul piano civile, il Canton Ticino e la Città di Lugano hanno deciso di chiedere risarcimenti. Il solo Cantone ritiene di aver subito perdite per 40 milioni di franchi.

SDA-ATS