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'Niente fondi agli spettacoli anti-Israele', è polemica

La ministra della cultura israeliana Miri Regev.

KEYSTONE/AP/DAN BALILTY

(sda-ats)

Un grido di allarme è giunto oggi da due dei maggiori intellettuali israeliani, Amos Oz e David Grossman, sul progetto del governo di passare alla Knesset una legge definita "Fedeltà nella cultura".

In sostanza, la legge consentirà alla ministra della cultura Miri Regev (Likud) di ridurre o annullare sussidi ad enti che a suo parere vadano contro "i valori dello Stato ed i suoi simboli", e al tempo stesso incentivarne altri più inclini ad assecondare le sue iniziative: ad esempio portare spettacoli teatrali negli insediamenti ebraici in Cisgiordania.

Da Mosca, dove ha ricevuto l'importante premio letterario Tolstoj, Oz ha detto alla televisione statale di temere per la democrazia israeliana. Da parte sua Grossman, in un'intervista a Yediot Ahronot, ha avvertito che episodi di erosione in apparenza marginali possono assumere poi importanza centrale: "Così agisce il fascismo", ha denunciato. "La legge non influenzerà in alcun modo la libertà di espressione", ha replicato Regev. "Ciascuno in Israele resta libero di dire ciò che pensa. Ma non riceverà fondi pubblici un ente che pensa di dover esaltare i terroristi o di delegittimare Israele.

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