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I tassisti protestano contro il dumping salariale di Uber

Keystone/JEAN-CHRISTOPHE BOTT

(sda-ats)

Divieto immediato per il servizio di trasporto Uber in Svizzera: lo chiede l'Unione nazionale dei tassisti, che rimprovera all'azienda americana di non rispettare le leggi elvetiche.

L'unione dei tassisti ha organizzato oggi azioni di protesta a Zurigo, Losanna, Ginevra e Basilea, le città in cui l'associazione è attiva.

Uber realizza guadagni su ogni singolo trasporto, ma non si assume nessuna responsabilità: non versa contributi sociali e non si preoccupa della sicurezza dei clienti. Per questo, i tassisti chiedono il blocco dell'applicazione su cui si basa il servizio di trasporto.

L'azienda con sede a San Francisco (USA) è responsabile di "incitamento al lavoro nero e di trasporto illegale di persone", ha affermato il tassista ginevrino Abdelhamid Akrimi in un incontro con la stampa a Zurigo.

Per poter operare in Svizzera, Uber andrebbe trattato come tutte le altre imprese di taxi e sottostare quindi alle leggi in materia. Gli autisti privati che oggi lavorano per questo servizio sono invece dei "finti lavoratori indipendenti privi di qualsiasi protezione sociale", ha detto Rita Taschner, tassista a Basilea e sindacalista di Unia.

Per la tassista basilese, Uber andrebbe trattato alla stregua di un datore di lavoro che dovrebbe essere tenuto a pagare i contribui AVS/AI. È infatti l'azienda a distribuire attraverso la sua app il lavoro, a fissare i prezzi e a pagare gli autisti.

Quello che fa Uber è "concorrenza sleale", ha aggiunto il tassista zurighese Christoph Zellweger. Dal suo arrivo sul mercato, i tassisti del canton Zurigo hanno visto il loro fatturato diminuire fino al 50%. Il dumping praticato da Uber non fa che rendere ancora più precari i salari di un'intera categoria.

Nei cantoni di Basilea, Ginevra e Zurigo i dossier che riguardano le aziende di taxi sono di competenza di consiglieri di Stato del PLR. "Queste tre persone stanno tutte facendo in modo di modificare le leggi per legalizzare Uber", ha affermato da parte sua il tassista ginevrino Mohammed Gharbi.

È così che a Ginevra Uber continua ad operare nonostante un divieto confermato dal Tribunale federale e il Consiglio di Stato sta lavorando a una nuova legge sui taxi che legalizzerebbe Uber. A Basilea Uber è già stato stata in parte legalizzata lo scorso autunno. Anche a Zurigo si sta pensando ad una modifica di legge che andrebbe nella medesima direzione, ha detto Gharbi.

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SDA-ATS