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'Suprematisti minaccia'. E Trump vieta corsi razzismo

Per Donald Trump non mancano i grattacapi neanche sul fronte terrorismo interno. KEYSTONE/AP/Evan Vucci sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 05 settembre 2020 - 20:01
(Keystone-ATS)

I suprematisti sono la maggiore minaccia terroristica per l'America, maggiore anche di quella rappresentata dai gruppi stranieri. È l'allarme lanciato dal Dipartimento per la Sicurezza Nazionale in un rapporto non ancora pubblicato.

Nel documento però non si fa alcun riferimento ad Antifa, il gruppo anti-fascista ritenuto dall'amministrazione Trump una minaccia. Le indiscrezioni aumentano la pressione sulla Casa Bianca proprio mentre spunta una direttiva in cui Donald Trump ordina alla agenzie federali di sospendere i corsi di formazione per la sensibilizzazione anti-razziale.

Un ordine shock che si contrappone ai milioni di americani che ormai da mesi scendono in piazza contro l'uso eccessivo della forza da parte della polizia e per dire basta al razzismo. E un ordine che affonda le radici nella convinzione che tali corsi sono uno spreco di soldi dei contribuenti e sono solo una propaganda anti-americana. "Il presidente mi ha chiesto di assicurarmi che si smettano di usare soldi dei contribuenti per finanziare" la formazione anti-razziale, si legge nella comunicazione inviata alle agenzie federali e firmata dal direttore dell'Office of Management and Budget Russel Vought.

Nella nota si chiede di identificare e se possibile cancellare tutti i contratti legati ai corsi che dipingono l'America come "intrinsecamente razzista" e come un "Paese cattivo". E che hanno lezioni sul "privilegio dei bianchi" e sulla "critical race theory", ovvero l'attuazione della teoria critica ai rapporti fra la razza, la legge e il potere.

Nella comunicazione si fa anche riferimento ai dipendenti federali "costretti a partecipare a corsi di formazione in cui viene insegnato che virtualmente tutti i bianchi contribuiscono al razzismo o dove sono costretti ad ammettere di aver beneficiato dal razzismo". I media conservatori e i sostenitori di Trump lodano l'iniziativa. A chi su Twitter osserva come la teoria critica della razza è la maggiore minaccia per il mondo occidentale, il presidente replica: "Non più".

Ma i democratici si dicono scioccati soprattutto perché la decisione segue i mesi di protesta di Black Lives Matter in tutta America e l'uccisione di diversi afroamericani da parte della polizia. I liberal notano come l'ordine di mettere fine ai corsi è in ogni caso in linea con le precedenti prese di posizione di Trump sulla Guerra di Secessione, sulle bandiere confederate e sulle critiche del presidente ai manifestanti che chiedono giustizia sociale.

Manifestanti identificati da Trump in Antifa, il movimento antifascista della sinistra antagonista nel mirino dell'amministrazione da mesi. Eppure Antifa non compare fra le minacce terroristiche nel rapporto del Dipartimento della Sicurezza Nazionale. Le tre bozze del documento in circolazione, e riportate dai media americani, non citano l'organizzazione. I suprematisti invece dominano il rapporto: in ognuna delle tre bozze vengono descritti con un linguaggio leggermente diverso ma la sostanza non cambia. Sono ritenuti la minaccia terroristica maggiore per gli Stati Uniti e, si legge nel documento, lo resteranno anche nel 2021.

"Le organizzazioni terroristiche straniere continueranno a richiedere" attenzione ma "probabilmente la loro capacità di azione resterà limitata nel prossimo anno", afferma il rapporto. La Russia "probabilmente sarà il principale attore di influenza estera per la cattiva informazione e la mala informazione nel Paese", aggiunge il documento. I suprematisti sono invece la vera minaccia. Secondo gli esperti le bozze del documento "sono in linea con i rapporti dell'intelligence e dell'Fbi sul fatto che la minaccia terroristica più significativa arriva dagli estremisti violenti motivati dal suprematismo e da altre cause ideologiche di estrema destra".

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