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"Weltwoche" e foto bimbo rom: Consiglio stampa approva reclami

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 ottobre 2012 - 11:01
(Keystone-ATS)

Il Consiglio della stampa ha accettato due reclami contro la "Weltwoche", che sul numero del 5 aprile scorso aveva pubblicato una foto di copertina che mostrava un bambino rom con una una pistola in pugno. Con questa illustrazione, afferma il consiglio, il settimanale suggeriva al lettore che il bimbo faceva parte della criminalità rom. Il contenuto dell'articolo non è invece stato esaminato.

Il settimanale titolava "Arrivano i rom: razzie in Svizzera". La fotografia però era stata scattata quattro anni prima in tutt'altro contesto e l'arma era un giocattolo. Per il Consiglio della stampa tale associazione di immagine e titolo è quindi "un'informazione distorta e rappresenta una discriminazione a carico di un'etnia".

La redazione della "Weltwoche" aveva però respinto l'accusa sostenendo che si trattava di una foto generica adatta a documentare simbolicamente la tematica "Bambini, criminalità e abbandoni". Da un punto di vista deontologico, sottolinea però il Consiglio della stampa, il settimanale "aveva il dovere di designare l'illustrazione come 'foto d'archivio', avvertendo in tal modo il lettore che si trattava di un'immagine simbolica".

La pubblicazione della foto era anche sfociata in alcune denunce penali che hanno però avuto esito diverso: le autorità giudiziarie zurighesi aveva aperto sì un'inchiesta per appurare se la "Weltwoche" abbia violato la norma penale contro il razzismo, ma il procedimento è in seguito stato abbandonato. Secondo la procura, "l'immagine di copertina e il contenuto dell'articolo non screditano i rom quale popolo": veniva infatti "soltanto" tematizzato lo sfruttamento dei bambini da parte dei clan rom.

Anche la procura di Vienna aveva archiviato un'inchiesta avviata contro la "Weltwoche" per gli stessi motivi. La procuratrice austriaca che si è occupata del caso era infatti arrivata alla conclusione che il servizio della "Weltwoche" non screditava l'etnia dei rom.

Chiunque ritenga che una pubblicazione non rispetti la "Dichiarazione dei doveri e dei diritti dei giornalisti" può inoltrare un reclamo presso il Consiglio della stampa. Quest'ultimo organo, se ritiene il reclamo fondato, emette una "presa di posizione" che può contenere constatazioni e raccomandazioni. Non sono invece previste sanzioni.

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