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Il del capo della National Intelligence americana, Dan Coats

KEYSTONE/AP/ANDREW HARNIK

(sda-ats)

Gli Stati Uniti e l'Europa sono "sotto attacco", con la Russia già al lavoro per influenzare e manipolare le elezioni che si svolgeranno nel 2018 nei Paesi occidentali. A lanciare l'allarme sono i vertici dell'intelligence Usa.

Intervenendo davanti al Congresso americano, ancora una volta hanno offerto una visione sulle interferenze di Mosca nettamente in contrasto con quella del presidente Donald Trump.

Dito puntato anche sul Vecchio Continente, le cui divisioni per gli 007 americani rischiano di indebolire tutto il fronte occidentale, favorendo un'azione "sempre più aggressiva" non solo di Mosca ma anche della Cina.

Il ragionamento del capo della National Intelligence americana, Dan Coats, è chiaro: Vladimir Putin, che con la scusa dei mondiali di calcio in Russia si appresta ad aumentare la repressione contro l'opposizione interna, è soddisfatto del lavoro fatto sulle elezioni presidenziali americane del 2016. Così ha da tempo messo nel mirino sia le elezioni di metà mandato in America, quando a novembre verrà rinnovata gran parte del Congresso, sia le elezioni politiche che si svolgeranno nelle prossime settimane e nei prossimi mesi in diversi Paesi europei.

Gli obiettivi sono sempre gli stessi: incoraggiare le posizioni politiche anti-americane per rafforzare la leadership del Cremlino, indebolire il legame tra Usa ed Europa, minare la politica delle sanzioni contro Mosca e contrastare gli sforzi per portare gli Stati ex sovietici come l'Ucraina nell'Unione europea.

L'azione di disturbo russa - ha spiegato Coats, che coordina il lavoro di tutte le agenzie di intelligence Usa - era ampiamente prevedibile. Ma - questa la novità - Mosca è già all'opera: sia attraverso il lavoro degli hacker, che stanno moltiplicando i loro cyber-attacchi ai sistemi elettorali dei Paesi occidentali, sia attraverso la macchina della propaganda e della disinformazione, che agisce prevalentemente sui social media diffondendo fake news, anche con l'uso di robot.

Questo con buona pace delle parole di Trump, che ha sempre minimizzato il ruolo di Mosca nelle interferenze sulla politica dell'America e dei suoi alleati e che ha anche detto di credere alle parole con cui Putin ha sempre negato ogni suo ruolo sulle elezioni presidenziali che hanno portato il tycoon alla Casa Bianca.

Ma nel rapporto annuale sulle minacce globali, presentato al Congresso dalla comunità dell'intelligence Usa, appare chiaro come la Russia, al pari della Cina, venga sempre più considerata una minaccia per la sicurezza nazionale americana. E contrastare questa minaccia risulta più difficile di fronte a un'Europa vista come l'anello debole dell'alleanza transatlantica. "L'Unione europea e i governi nazionali europei - si legge nel rapporto - avranno difficoltà a sviluppare un approccio comune su una serie di sfide che riguardano la sicurezza, e questo indebolisce il mondo occidentale".

Forti dubbi e preoccupazioni, dunque, su come Bruxelles e le capitali del Vecchio Continente riusciranno ad affrontare le emergenze "sull'immigrazione, sull'instabilità della periferia, sull'elevata minaccia terroristica e - appunto - sulle interferenze della Russia sulle elezioni".

Il tutto in un quadro generale non roseo, dove "il rischio di conflitti nel mondo, compresi quelli tra le grandi potenze, non è mai stato così elevato dalla fine della guerra fredda". Con "la competizione tra gli Stati che aumenterà nei prossimi anni".

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SDA-ATS