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Fiducia nel futuro, concordanza, realismo nei rapporti con l'Ue: questi i temi essenziali che hanno fatto da filo conduttore dei discorsi dei membri del Consiglio federale in occasione della Festa nazionale.

La presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga ha sostenuto che democrazia diretta significa anche responsabilità diretta del cittadino. "Agire in modo responsabile vuol dire tenere a mente che il nostro paese non è un'isola, ma una nazione solidale e connessa al resto del mondo", ha affermato la ministra di giustizia nella sua allocuzione ufficiale trasmessa dalla radio.

"Agire in modo responsabile significa considerare nelle decisioni politiche anche le minoranze che vivono nel nostro paese e tutti coloro che non possono esprimere il loro suffragio", ha aggiunto. "Agire in modo responsabile significa per esempio sapere che le iniziative popolari non devono essere utilizzate per lanciare segnali."

Sommaruga ha tenuto lo stesso discorso anche ai festeggiamenti sul praticello del Grütli, dove erano presenti circa 1350 persone. Non bisogna guardare con paura al futuro, bensì affrontarlo con apertura, coraggio e fiducia, ha detto. A sorpresa la consigliera federale, che come noto è pianista di formazione, si è anche improvvisata direttrice d'orchestra, guidando la banda durante l'esecuzione dell'inno nazionale.

A Zurigo il collega di governo Didier Burkhalter ha osservato che dopo la votazione sull'iniziativa sull'immigrazione di massa si può avere l'impressione che la Svizzera sia divisa: spetta ora alla politica mostrare come l'avvenire del paese risieda nella concordanza.

Sulla stessa lunghezza d'onda anche il ministro dell'economia Johann Schneider-Ammann: all'expo di Milano ha ricordato come "la Svizzera porti in sé il seme della diversità: lingue, religioni e culture differenti ... tutto potrebbe separarci, è solo la nostra volontà a tenerci uniti".

All'esposizione universale la Confederazione si presenta con le sue particolarità, "nel contempo però rimaniamo aperti e solidali". Gli accordi bilaterali con l'UE aprono ai prodotti elvetici un mercato di 500 milioni di persone: sono quindi insostituibili, in modo particolare in un momento in cui l'economia soffre per il franco forte. Le questioni legate all'immigrazione vanno risolte in modo pragmatico, ha sostenuto Schneider-Ammann.

Anche la consigliera federale Doris Leuthard ha sottolineato l'importanza dell'Ue per la Svizzera. "Al momento si tratta di non scivolare e di non mettere in pericolo in modo sconsiderato il nostro futuro economico", ha affermato la ministra dei trasporti e delle comunicazioni parlando a Ottenbach, nel canton Zurigo. Chi si trova su un crinale e guarda troppo a destra o a sinistra rischia di mettere un piede in fallo: meglio quindi orientarsi al centro, secondo l'esponente del PPD.

Nello stesso ordine di idee anche la collega Eveline Widmer-Schlumpf: la politica degli estremi sta diventando sempre più popolare, ha deplorato la ministra delle finanze. Bisogna per contro coltivare la cultura del compromesso e promuovere le soluzioni equilibrate, ha spiegato a coloro che l'ascoltavano a Titterten (BL).

Da parte sua Ueli Maurer ha invece invitato a imparare dalla storia, dalle battaglie di Morgarten e di Marignano, come anche dal rapporto del Grütli del generale Guisan. Nei prossimi anni si terranno importanti votazioni popolari in cui "dovremo decidere se mantenere la proficua via dell'indipendenza o se dovremo avvicinarci all'Ue", ha affermato il ministro in due località lucernesi.

Alain Berset, che ha parlato a Sierre (VS), unica località latina toccata dai consiglieri federali, ha sottolineato l'importanza del realismo elvetico. A suo avviso non vi sono alternative alla collaborazione con l'Unione europea: bisogna spiegare meglio all'Ue la situazione della Svizzera, ma da parte sua la Confederazione deve meglio comprendere l'Europa.

Discorsi per la festa nazionale sono stati tenuti anche da diversi presidenti di partito. Ueli Maurer (UDC) ha invitato il mondo politico ad applicare le decisioni popolari: se ciò non avviene si rischia la disaffezione del cittadino nei confronti della politica.

Christophe Darbellay (PPD) ha messo da parte sua in guardia contro coloro che alimentano volutamente il panico per poi presentarsi come salvatori, mentre Martin Landolt (PBD) si è batturo per una maggiore comprensione nei confronti dei richiedenti l'asilo, definiti "persone nate senza i nostri stessi privilegi". Non molto diverso il pensiero di Christian Levrat (PS), secondo cui bisogna aprire il cuore e le abitazioni alle persone in difficoltà.

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SDA-ATS