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11/9: capo della Cia, niente prove di responsabilità saudite

Questo contenuto è stato pubblicato il 12 giugno 2016 - 09:05
(Keystone-ATS)

Il direttore della Cia, John Brennan, ha dichiarato che non ci sono prove di un coinvolgimento dell'Arabia Saudita negli attentati dell'11 settembre 2011 contro gli Usa.

In un'intervista esclusiva alla tv Al Arabiya, il capo dell'agenzia di spionaggio per l'estero degli Stati Uniti ha smentito un ex componente della Commissione d'inchiesta del congresso americano, John Lehman, il quale il mese scorso aveva sostenuto che un rapporto di 28 pagine ancora riservato contiene prove su un sostegno ad Al Qaida da parte di sei funzionari sauditi. Lo riferisce il sito dell'emittente degli Emirati Arabi Uniti.

La conclusione cui è giunta la Commissione sull'11 settembre, ha detto Brennan, "è che non c'è prova per affermare che il governo saudita come istituzione o alti responsabili sauditi individualmente abbiano sostenuto gli attacchi dell'11 settembre".

Il direttore della Central Intelligence Agency ha comunque sostenuto l'opportunità che il rapporto venga pubblicato. Brennan, riferisce tra l'altro il sito, ha ricordato che "negli ultimi 15 anni i sauditi sono entrati nel novero dei nostri migliori partner antiterrorismo".

Gli attentati dell'11 settembre di 15 anni fa furono quattro attacchi suicidi di terroristi di Al-Qaida che causarono la morte di circa 3.000 persone. Lehman, segretario della Marina durante la presidenza Reagan, aveva sostenuto che 12 anni fa la commissione d'inchiesta sulle stragi fa aveva commesso un errore nel non dichiarare esplicitamente che funzionari di Riad facevano parte di una "rete di sostegno" agli attentatori delle Torri Gemelle.

A suo dire, le prove di questo coinvolgimento saudita sono contenute nelle ormai 'famose' 28 pagine del rapporto ancora secretate.

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