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L'America non dimentica e a 14 anni di distanza dagli attacchi dell'11 settembre si ferma ancora una volta, per il rispetto delle vittime, di chi è sopravvissuto, ma anche per esorcizzare la paura, che ai tempi dell'Isis corre minacciosa anche lungo il web.

"Siamo più forti che mai", afferma Barack Obama, mentre l'Fbi mette in guardia dalle minacce di un sedicente 'cyber-esercito pronto a colpire il cuore delle istituzioni americane, rubandone dati e informazioni riservate.

Ad ispirare questi hacker che rivendicano attacchi a tutto campo è l'Isis e la minaccia viene lanciata attraverso account Twitter che si dicono affiliati al gruppo jihadista. Da giorni si rincorrevano sui social network notizie di una "campagna di attacchi telematici" condotti dagli "Hacker del califfato", con la parola d'ordine in arabo e in inglese "L'America sotto attacco" (America under attack). Avrebbero violato anche le banche dati dell'Fbi, della Casa Bianca, della Cia e di banche saudite (tra cui la Amarah Bank) con sede negli Stati Uniti, sostengono ancora i messaggio online.

Nessuna conferma o smentita ufficiale. Però l'Fbi non manca di fare appello alla prudenza, consiglia di essere vigili, si rivolge anche alle società private che hanno contatti con le agenzie governative americane. Non è chiaro quanto le minacce siano credibili e nella sua nota l'Fbi le definisce soltanto come "possibili", sottolineando tuttavia che alcuni episodi sospetti si sono verificati in passato e suggerendo quindi una serie di "misure precauzionali. Si nota inoltre che sono già state postate online alcune informazioni relative a personale del governo Usa, ma che si tratta di materiale già rintracciabile sul web e che risulta "riciclato" da diversi anni fa, riferisce la Abc citando fonti. Il gruppo poi cui si fa più spesso riferimento si firma online come 'Islamic Cyber Army' (Ica) e si prevede che questa sigla possa rivendicare anche attacchi e intrusioni online effettuati da altri.

Ed è una paura nuova rispetto a quella che l'America scoprì 14 anni fa. "Questa è una giornata solenne", ripete Obama, che ha dato il via alle commemorazioni osservando un minuto di silenzio alla Casa Bianca. Prima di incontrare i militari della base di Fort Meade, nel Maryland. Intanto a Ground il tempo si è nuovamente fermato e, nel silenzio, una campanella ha ricordato quel giorno di 14 anni fa. Uno per uno i nomi delle vittime sono stati ripetuti in una cerimonia che, dopo anni, è tornata pubblica sul luogo delle Twin Towers, per un momento di commemorazione collettiva. E di umanità: nella formalità delle rievocazioni un bimbo ha fatto volare un palloncino rosso, una donna ha ceduto con un malore al dolore ancora troppo vivo. Ed è una verità che fa parte della storia di New York, così come quello spirito che la rimise in piedi dopo il giorno in cui sembrava fosse stata incenerita.

A rievocarlo oggi anche un'immagine forte e leggera e al tempo stesso: un arcobaleno dietro il World Trade Center. È la foto scattata ieri da Ben Sturner, presidente di un'agenzia di marketing che è diventata subito virale. Sturner ha colto l'immagine dalla terrazza del suo appartamento a Long Island City nel Queens, l'ha postata online e in pochi minuti la forza evocativa di quell'arcobaleno newyorchese ha conquistato il web, risollevato ricordi ma anche cementato la speranza: un fiume di commenti, tra cui quello di una donna su Twitter: "Il miglior regalo di compleanno in 14 anni. Grazie".

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SDA-ATS