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WASHINGTON - A nove anni dalle stragi dell'11/9, il nemico continua a non essere l'Islam. Lo ha scandito con forza oggi Barack Obama alla commemorazione degli attentati, segnati dalle minacce di Terry Jones di bruciare copie del Corano. Minacce, che rischiavano di incendiare il mondo musulmano, proprio questa mattina rientrate. "Non lo farò nè ora nè mai", ha detto il pastore di Gainesville.
"Non siamo in guerra con L'Islam", ha ricordato oggi il presidente Barack Obama partecipando ad una cerimonia al Pentagono sul luogo dove i terroristi fecero precipitare un aereo. "Non è stata una religione ad attaccarci l'11/9 - ha detto l'inquilino della Casa Bianca - l'attacco è venuto da Al Qaida, un gruppo raffazzonato di persone che pervertono la loro religione". "Questa gente cerca di far divampare conflitti tra le diverse fedi - ha detto Obama - ma come americani non siamo, e mai saremo, in guerra con l'Islam".
Ma le tensioni emerse a New York sul progetto della Moschea sono sfociate oggi in due dimostrazioni di segno opposto. Erano circa in 4 mila a chiedere che il progetto vada avanti e in circa 2 mila invece a ribadire il loro no. Nelle due manifestazioni contrapposte non vi sono stati incidenti.
Prima c'era stata la cerimonia solenne a Ground Zero che ha visto, come ogni anno, la lettura dei nomi delle quasi tremila vittime della strage delle Torri Gemelle e minuti di silenzio coincidenti con l'impatto degli aerei.
La tragedia dell'11/9 è stata commemorata anche a Shanksville (Pennsylvania), il luogo dove precipitò il quarto aereo dirottato dai terroristi, dalla first lady Michelle Obama che aveva al suo fianco Laura Bush. Michelle Obama ha detto che un luogo di distruzione è stato trasformato dal sacrificio dei passeggeri del volo UA93 in un luogo di "riflessione, ricordo e ispirazione per tutti gli americani".

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SDA-ATS