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50 rimpatri a bordo di jet della Rega per Covid-19

Nelle ultime quattro settimane i jet della Rega hanno trasportato in Svizzera una cinquantina di persone dall'estero: per oltre una dozzina di casi si trattava di contagi da Covid-19 (Foto rappresentativa). KEYSTONE/CHRISTIAN BEUTLER sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 03 aprile 2020 - 14:29
(Keystone-ATS)

Nelle ultime quattro settimane i jet della Rega hanno trasportato in Svizzera una cinquantina di persone dall'estero: per oltre una dozzina di casi si trattava di contagi da Covid-19 o di altri pazienti sospetti.

I malati sono stati rimpatriati da vari Paesi, fra cui Brasile, Sudafrica, Cambogia e dalla Francia (Marsiglia). Per le persone affette da Covid-19 e i casi sospetti il Servizio di soccorso aereo ha fatto capo alla sua unità di isolamento, sviluppata appositamente per le malattie infettive, viene precisato in una nota odierna.

Per la centrale operativa i voli dei tre jet-ambulanza hanno comportato un carico importante di lavoro: le direttive d'ingresso per le varie destinazioni sono infatti in costante evoluzione. Prima di ogni volo la direzione di volo deve quindi chiarire se, e a quali condizioni, è possibile atterrare nel Paese in questione, assicurandosi che il paziente sia autorizzato a partire.

In particolare, secondo quanto indicato dalla Rega oggi, è risultata estremamente complessa l'organizzazione di alcune missioni come per esempio il rimpatrio di una coppia svizzera dell'isola franco-olandese Saint-Martin. Per la coppia, che si trovava in un ospedale della parte francese dell'isola caraibica, si è reso necessario il trasporto in ambulanza fino all'aeroporto della parte olandese: solo un intervento del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), che ha attivato le ambasciate dei due Paesi, ha permesso di ottenere le necessarie autorizzazioni e sbloccare il rimpatrio.

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