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Per il 55,7% degli svizzeri gli stranieri devono avere le stesse opportunità dei "confederati". Fra gli stranieri residenti in Svizzera il tasso aumenta al 70,7%, ed è del 60,9% per la popolazione complessiva. È quanto emerge dai risultati di un'indagine pubblicata oggi dall'Ufficio federale di statistica (UST).

Alla domanda se le opportunità debbano essere uguali per stranieri e svizzeri o se questi ultimi debbano essere privilegiati, il 38% dei cittadini confederati preferisce favorire i "rosso-crociati". Le donne si mostrano meno aperte con una percentuale del 40% contro quella del 35% degli uomini.

I giovani svizzeri tra i 16 e i 24 anni sono i più liberali: il 70% crede che gli stranieri debbano beneficiare delle stesse opportunità. Il 45,2% delle persone dai 65 anni in su è invece contrario.

Il grado di apertura varia inoltre da regione a regione. Gli abitanti della zona del Lemano e della Svizzera orientale si mostrano nettamente più reticenti (54%) rispetto a quelli del canton Zurigo (60%) e del nord-ovest del paese (61%). L'UST precisa di non avere dati riguardanti il Ticino.

È stato inoltre rilevato, sia tra gli stranieri che tra gli svizzeri, che maggiore è il livello di formazione più ci si dichiara a favore delle pari opportunità.

Per realizzare l'indagine l'UST si è basata sulle cifre del 2012 comprendenti la popolazione residente in Svizzera a partire dai 16 anni in su.

SDA-ATS