Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Al Cairo era stata convocata per oggi una Marcia di un milione di donne, e doveva essere la loro festa, ma gruppi di facinorosi hanno loro impedito di manifestare in piazza Tahrir, punto focale della rivoluzione del 25 gennaio, che invece nelle settimane scorse ha avuto tra i suoi leit motiv non solo l'unità del popolo egiziano, tra musulmani e copti, ma anche una forte parità di partecipazione uomini-donne, nella resistenza contro i gruppi di sostenitori dell'ex presidente Hosni Mubarak.

Tutti e due questi elementi, unità al di là della religione e parità dei sessi, sembrano venuti improvvisamente meno: da una parte tensioni tra copti e musulmani per una chiesa bruciata due giorni fa in una zona a sud del Cairo, dopo la morte di due musulmani in un litigio per una contrastata storia d'amore tra un giovane cristiano e una giovane musulmana. Dall'altra gruppi di facinorosi, dai modi bruschi e aggressivi, che, pur senza violenze pesanti, hanno energicamente invitato le donne ad allontanarsi dalla zona della piazza a ridosso dell'edificio del Mugamma, dove hanno sede diversi uffici pubblici, tra cui quelli dell'immigrazione.

"Non è il momento giusto per le vostre manifestazioni", ha gridato qualcuno, "tornate a casa". Qualcun altro ha perfino strappato dalle mani delle donne un cartello che inneggiava alle lotte femministe e lo ha buttato per terra.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.









SDA-ATS