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La vicenda agghiacciante di Natascha Kampusch, la ragazzina austriaca rapita nel '98 vicino Vienna quando aveva dieci anni da un maniaco che la tenne prigioniera per oltre otto anni, è diventata un film e sarà presto sugli schermi. La pellicola, ultimo progetto del noto produttore tedesco Bernd Eichinger, e che ha ricevuto l'approvazione della stessa Kampusch, arriverà nelle sale il 28 febbraio, secondo quanto annunciato oggi dalla Constantin Film, la casa di produzione che ha rilevato il progetto dopo la morte di Eichinger nel gennaio 2011. Coinvolte nella produzione anche alcune tv tedesche.

Titolo del film è "3096 giorni", tanti quanti i giorni del martirio di Natascha, che sulla sua storia ha scritto anche un libro dallo stesso titolo. La regia è della tedesca Sherry Hormann. La parte di Natascha è interpretata dall'attrice inglese Antonia Campbell-Hughes, quella dell'aguzzino, Wolfgang Prikopil, dal danese Thure Lindhardt. Il film è ambientato in una cella di due metri per tre, lo stesso volume dello scantinato nella casa di Prikopil alla periferia di Vienna dove era imprigionata la giovane.

Il cameraman è il marito della regista, Michael Ballhaus, che ha già lavorato come Martin Scorsese Francis Ford Coppola. Ruth Toma ha ultimato la sceneggiatura dopo la morte di Eichenger. La storia di Natascha, che era riuscita a liberarsi da sola nell'agosto del 2006, ha commosso l'Austria e il mondo e, fra molti interrogativi, ha continuato per anni a richiamare molta attenzione mediatica. Poche ore dopo la sua liberazione, Prikopil si suicidò gettandosi sotto un treno. Dubbi su come andarono veramente le cose, e sulla possibile esistenza di un complice quando la piccola, il 2 marzo 1998, fu rapita mentre si stava recando a scuola, hanno accompagnato per anni le indagini, senza però svolte clamorose. Natascha oggi ha 25 anni e vive a Vienna.

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SDA-ATS