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Enormi distruzioni a Mosul.

KEYSTONE/AP/FELIPE DANA

(sda-ats)

Amnesty International denuncia la "catastrofe" per i civili nella battaglia di Mosul.

l'Isis ha usato "intere famiglie come scudi umani" e, sul fronte opposto, le forze irachene e della coalizione a guida Usa hanno utilizzato "armi inappropriate rispetto alle circostanze" ed "in alcuni casi può essersi trattato di crimini di guerra".

La denuncia è contenuta in un rapporto, intitolato "A tutti i costi: la catastrofe di civili a Mosul ovest", che prende in esame il periodo gennaio - metà maggio 2017 ed è basato su 151 interviste ad abitanti di Mosul ovest, esperti e analisti.

Nel documento vengono descritti 45 attacchi in cui sono morti almeno 426 civili e ne sono stati feriti più di 100 e fornisce un'analisi su nove di questi, condotti dalle forze irachene e dalla coalizione a guida Usa.

Nelle interviste Amnesty rileva che a partire da ottobre 2016 lo Stato islamico ha portato avanti una campagna sistematica di trasferimenti forzati, spostando migliaia di civili dei villaggi circostanti nelle zone di Mosul sotto il suo controllo per poi usarli come scudi umani. Per impedire la loro fuga, ha intrappolato le famiglie nelle loro abitazioni, chiudendo le porte, piazzando trappole esplosive all'esterno e uccidendo in modo sommario centinaia se non migliaia di persone che avevano comunque tentato di fuggire.

Quanto invece alle violazioni commesse sul fronte opposto, si afferma che, poiché lo Stato islamico trasferiva civili nelle aree di combattimento e impediva loro di fuggire, le zone di Mosul ovest ancora controllate dal gruppo armato sono diventate più affollate con l'infuriare della battaglia. E tuttavia - si sottolinea- le forze irachene e della coalizione a guida Usa non hanno adattato le loro tattiche a questa situazione e hanno continuato a usare armi esplosive imprecise che hanno prodotto effetti su ampie zone di un ambiente urbano fittamente popolato.

Amnesty International afferma di aver documentato una serie di attacchi in cui le forze della coalizione a guida Usa e quelle irachene non hanno colpito l'obiettivo militare designato ma hanno distrutto o danneggiato obiettivi civili uccidendo e ferendo civili. In alcuni casi, rileva ancora il rapporto, le perdite civili sono apparse il risultato della scelta di armi inappropriate rispetto alle circostanze o della mancata adozione delle precauzioni necessarie per verificare che il bersaglio fosse davvero un obiettivo militare.

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SDA-ATS