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Si è svolto questa mattina a Roma, nella Chiesa degli artisti, il funerale di Alberto Bevilacqua. Lo scrittore, nato a Parma il 27 giugno 1934, era deceduto a Roma il 9 settembre per un arresto cardiocircolatorio.

Nella chiesa in Piazza del Popolo c'erano la compagna Michela Macaluso e la sorella Anna, per mesi protagoniste tra loro di un'aspra polemica sulle cure e l'assistenza prestate allo scrittore nella clinica Villa Mafalda dove è stato ricoverato a lungo.

Il caso era finito anche sul tavolo della procura a Roma. Dall'autopsia due giorni fa è emerso il decesso per "scompenso cardiaco dovuto a una insufficienza multiorgano", risultato che secondo il legale della sorella di Bevilacqua, non sarebbe dovuto a deficit al livello di assistenza e di terapia.

Durante i funerali non si sono rivolte parola. Il feretro di Bevilacqua è uscito dalla chiesa sulle note della "Califfa", colonna sonora del film del 1970 diretto da Bevilacqua e tratto dal suo omonimo romanzo del 1964. Forte la disperazione di Michela Macaluso che è crollata a terra in lacrime davanti al feretro.

Composto il dolore della sorella Anna che non ha voluto aprire polemiche: "Questo non è il momento di parlare di altri argomenti - ha detto ai cronisti -, adesso il mio unico pensiero è Alberto che aspetta di essere portato a casa a Parma per essere sepolto tra i genitori e il nonno paterno".

Tra i presenti per dare l'ultimo saluto allo scrittore anche il giornalista Luca Giurato e l'ex assessore regionale Umberto Croppi.

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SDA-ATS