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KEYSTONE/ALESSANDRO DELLA BELLA

(sda-ats)

Il danno subito dalla società ABB per la truffa di cui è rimasta vittima in Corea del Sud è meno elevato di quanto stimato in un primo tempo.

La malversazione di un responsabile delle finanze avrà un impatto pre-tasse di 73 milioni di dollari, contro i 103 milioni provvisoriamente annunciati tre settimane fa.

Il miglioramento è dovuto a prestazioni assicurative attese nell'ordine di 30 milioni di franchi, si legge nel rapporto d'esercizio pubblicato oggi dal gruppo elettrotecnico zurighese. Tenuto conto di questi fattori l'utile netto della società per il 2016 è stato corretto a 1,90 miliardi di franchi.

Nel suo rapporto di revisione la società EY ravvisa diverse debolezze nei controlli interni della tesoreria della filiale sudcoreana e non manca anche di esprimere critiche al management. Solamente dopo la sparizione dell'uomo all'origine dell'enorme buco l'azienda si è accorta degli ammanchi e delle falsificazioni di documenti.

Al momento presso ABB è in corso un'inchiesta interna che fa capo anche ad esperti e giuristi indipendenti. La società collabora inoltre con le autorità di perseguimento penale.

La vicenda non ha avuto conseguenze sul compenso del CEO Ulrich Spiesshofer, che ha intascato 9,3 milioni di franchi, contro i 9,1 dell'esercizio precedente. Le retribuzioni dell'insieme della direzione sono scese da 45,5 a 44,2 milioni, mentre quelle dei consiglieri d'amministrazione sono leggermente salite, da 3,6 a 3,7 milioni.

SDA-ATS

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