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Abbandono soglia minima con euro: uno tsunami secondo imprenditori

Una catastrofe, anzi uno tsunami: questi i primi commenti di imprenditori, associazioni economiche e sindacati dopo l'abbandono della soglia minima con l'euro annunciato oggi dalla Banca nazionale svizzera.

La mossa della BNS è al momento attuale incomprensibile, ha fatto sapere la federazione delle imprese svizzere Economiesuisse. Sussiste infatti il rischio che il franco diventi così forte da non dare il tempo all'industria di esportazione e al turismo di adattarsi alle nuova realtà. Il cosiddetto "turismo degli acquisti" diventerà ancora più attraente e a causa delle importazioni che costeranno di meno non è escluso uno sviluppo negativo dei prezzi.

"È una catastrofe" e "le conseguenze potrebbero essere fatali", ha detto Oliver Müller direttore di Swissmechanic, organizzazione che rappresenta gli interessi delle piccole e medie imprese attive nel settore della meccanica, elettrotecnica e metallurgica. L'associazione principale del ramo, Swissmem, si è detta molto sorpresa dall'operato della BNS: occorre ora aspettare di vedere come si fisserà il corso dell'euro passata la fase delle turbolenze. Ma se il franco svizzero, già troppo forte, si apprezzerà ulteriormente sono prevedibili gravi conseguenze.

Segnali di forte preoccupazione sono giunti anche dalla Federazione orologiera svizzera (FH), secondo cui la mossa della BNS giunge in un momento in cui il settore vive un già sensibile rallentamento. Il presidente Jean-Daniel Pasche ha spiegato che il 95% della produzione va all'estero. "È facile dire che l'economia deve adattarsi, ma i costi di produzione, per noi che ci impegniamo a favore di una piazza industriale Swiss made, rimangono in franchi".

Commenti ancora più duri sono stati espressi dal "patron" di Swatch Group Nick Hayek: è "uno tsunami non solo "per l'industria di esportazione e per il turismo, ma per l'insieme della Svizzera".

Gli ambienti turistici si sono detti "costernati". Le associazioni di categoria Hotelleriesuisse e Gastrosuisse vedono il settore in grave pericolo: "quale destinazione di vacanze la Svizzera diventerà più cara".

Solo l'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) ha mostrato comprensione. Il fatto che la BNS abbia difeso il cambio per alcuni anni ha dato tempo alle aziende di prepararsi. Ora queste imprese si trovano però di fronte a sfide importanti. La politica comunque può aiutarle, per esempio facendo scendere i costi degli interventi regolatori. Ciò permetterebbe all'intera economia di meglio posizionarsi nel confronto internazionale.

Sul fronte sindacale è stato messo l'accento sulle conseguenze negative per l'occupazione. La decisione della BNS spalanca le porte alla speculazione, ha affermato l'Unione sindacale svizzera (USS), con gravi conseguenze per l'export e il turismo. Travail.Suisse dal canto suo ha indicato che "un rafforzamento senza controllo del franco rischia di tradursi in una massiccia riduzione di impieghi". Il Consiglio federale deve valutare tutte le opzioni: ad esempio l'introduzione di controlli sul traffico di capitali.

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