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Il leader palestinese Abu Mazen

KEYSTONE/AP/MUHAMMED MUHEISEN

(sda-ats)

Per collaborare agli sforzi di pace del presidente americano Donald Trump il leader palestinese Abu Mazen, "con il patrocinio" del presidente Usa, è disposto ad incontrare il premier israeliano Benyamin Netanyahu.

L'offerta politica è giunta a poche settimane dal primo viaggio nella regione, previsto il 22 e 23 maggio, del nuovo capo della Casa Bianca.

"Non vediamo l'ora di incontrare Trump a Betlemme - ha spiegato Abu Mazen confermando così che il presidente Usa andrà anche in Cisgiordania il 23 maggio - e abbiamo confermato la disponibilità a collaborare con lui e a incontrare Netanyahu sotto il suo patrocinio di pace".

La mossa, secondo alcuni commentatori, potrebbe aggiungere nuova velocità alla determinazione mostrata da Trump sia a Netanyahu sia a Abu Mazen negli incontri avuti con loro a Washington.

Obiettivo dichiarato del presidente americano è quello di far ripartire ad ogni costo le trattative di pace. E - così sembra - senza neppure concentrarsi molto su quale formula possa consentire di sbloccare una serratura chiusa da tempo.

Abu Mazen, pur aprendo ad un incontro che anche Netanyahu ha più volte dichiarato di essere disposto ad avere, ha comunque ribadito nell'intervento rilanciato dall'agenzia ufficiale Wafa di "essere pienamente legato alla Soluzione dei 2 stati".

Una cornice basata sui confini del '67, senza altre indicazioni, che "permetterebbe ad Israele e Palestina di coesistere fianco a fianco in pace, sicurezza e amicizia".

Parole pronunciate a Ramallah di fronte al presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier che ha subito replicato sottolineando che "non c'è altra soluzione se non quella dei 2 stati. E' tempo di lavorare sugli elementi per raggiungerla".

Se la cornice generale appare delineata da quasi sempre, Abu Mazen avrebbe tuttavia fatto un passo in più indicando a Trump - secondo fonti palestinesi citate da Haaretz - la necessità di ripartire per ancorare meglio la trattativa all'offerta che l'ex ministro israeliano Ehud Olmert fece nel 2008 sui confini dei rispettivi stati, aggiornati con scambi di terre.

Un'offerta che Abu Mazen all'epoca respinse e che ora però, secondo la stessa fonte, sembra poter rientrare in gioco. "Abbiamo detto a Trump - ha aggiunto - che le differenze non sono così grandi e che questo può essere un buon punto di partenza". Quanto ci sia di concreto forse si saprà il 22 e 23 maggio.

SDA-ATS

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