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La Istituzioni sociali svizzere per persone andicappate (INSOS) stanno valutando una serie di misure per evitare il ripetersi della vicenda che ha visto protagonista un operatore sociale 54enne bernese, reo confesso di abusi sessuali su 120 bambini o disabili negli ultimi 29 anni.

In discussione vi sono fra l'altro una lista nera di persone che si sono macchiate di reati di questo tipo - elenco analogo a quello esistente per gli insegnanti pedofili - o l'obbligo di presentare un estratto del casellario giudiziale al nuovo datore di lavoro. Su questi temi INSOS ha creato un gruppo di lavoro, si legge in un comunicato odierno.

L'organizzazione intende agire anche sul fronte della sensibilizzazione delle possibili vittime, insegnando loro come ci si oppone alle attenzioni sessuali. Sarà inoltre creato un un organo indipendente dove chiunque potrà segnalare sospetti di abuso.

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SDA-ATS