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Due dirigenti di una setta accusati di gravi abusi sessuali commessi nel 1994 su una tredicenne svizzera sono stati rintracciati in Uruguay da inquirenti tedeschi.

I due si trovano in carcere in vista dell'estradizione, hanno annunciato oggi fonti giudiziarie in Germania, dove erano sfuggiti al processo. Gli abusi sarebbero avvenuti in Portogallo.

I due, un tedesco di 60 anni e la sua compagna di 59, erano latitanti dal 2007, hanno indicato oggi l'Ufficio federale di polizia criminale (Bundeskriminalamt, BKA) di Wiesbaden (Assia) e la Procura di Detmold (Renania settentrionale-Vestfalia), che segue il caso.

La vittima degli abusi risiede attualmente di nuovo in Svizzera. Secondo le autorità inquirenti gli abusi sessuali risalgono al 1994, quando aveva 13 anni. La ragazza era entrata tempo prima con i genitori nella setta e vi era rimasta per diversi anni, abitando in diversi poderi in paesi stranieri, fino al 2002, quando era riuscita a fuggire. "Era una sorta di schiava sessuale per l'uomo", ha indicato una portavoce della Procura.

L'incriminazione risale al 2006. Concretamente i due dirigenti della setta sono accusati (la donna come complice), secondo la portavoce, di nove casi di abusi sessuali su minori, tra cui quattro rapporti completi, avvenuti nell'arco di diversi mesi. Diversi altri atti sono nel frattempo andati in prescrizione.

Secondo quanto riporta il sito web del giornale locale Lippische Landes-Zeitung (Lz.de), ripreso da "20 Minuten" online, i due ricercati sono stati arrestati a Montevideo dopo otto anni di ricerche. L'uomo, un tedesco della Renania settentrionale-Vestfalia sarebbe stato a capo di una setta denominata "Ramtha" ("Oasi di luce"), a lungo attiva in Portogallo. In questo paese sarebbero avvenuti gli abusi sessuali. Sempre secondo lo stesso sito, il "guru" e la sua compagna si erano dileguati nel 2007 pochi giorni prima dell'inizio del processo a loro carico. In caso di condanna l'uomo rischia una pena di almeno due anni.

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SDA-ATS