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Nel 2016 il consumo pro capite di acqua potabile in Svizzera è sceso da 307 a 299 litri al giorno. Prosegue quindi il trend discendente iniziato negli anni '80, fa sapere oggi la Società svizzera dell'industria del gas e dell'acqua (SSIGA) in un comunicato.

Le aziende attive in questo campo hanno complessivamente erogato l'anno scorso 923 milioni di metri cubi di acqua, in crescita dell'1% rispetto al 2015, un volume corrispondente a una volta e mezzo quello del lago di Morat. Anche questa cifra, come il consumo quotidiano medio per persona - che negli anni '70 oscillava attorno ai 500 litri - è calata costantemente col passare dei decenni, si evince dalle statistiche della SSIGA.

Il sensibile aumento registrato nel 2015 è da far risalire alla profonda siccità del secondo semestre. Dopo quest'anomalia, i livelli sono ora tornati su quelli del 2014.

I costi di esercizio e del capitale sono stati pari a circa 1,6 miliardi di franchi, ovvero 188 franchi per abitante. Al netto del rincaro, sono maggiori del 7% rispetto al 1980. Gli investimenti annui nelle società elvetiche dell'acqua potabile sono ammontati a 925 milioni di franchi (110 franchi per svizzero). In queste imprese lavoravano nel 2016 attorno alle 6500 persone.

Dalla statistica, emerge che l'86% delle aziende del settore dispone di almeno una possibilità di acquistare acqua potabile da fonti esterne. Attualmente, il 40% della popolazione potrebbe esser rifornita direttamente o indirettamente da acqua lacustre.

Infine, un sondaggio della SSIGA che ha coinvolto 1000 persone mette in rilievo come circa il 90% degli svizzeri consideri la qualità del prodotto buona o molto buona. Il 72% dichiara di consumare regolarmente l'acqua del rubinetto: il 42% la beve più volte al giorno.

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SDA-ATS