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Aerei da combattimento agli Stati, protezione dei dati al Nazionale

Oggi agli Stati si discute del decreto federale per l'acquisto dei nuovi aerei da combattimento KEYSTONE/DOMINIC FAVRE sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 24 settembre 2019 - 07:00
(Keystone-ATS)

Riprendono stamane i lavori alle Camere federali. Il Consiglio degli Stati (08.15-13.00) discuterà del decreto federale sull'acquisto di nuovi aerei da combattimento: il Parlamento è chiamato a dire la sua sul principio, ma non sul modello di jet da acquistare.

Le commissioni competenti (finanze e politica della sicurezza) si sono dette d'accordo col decreto governativo, attaccabile per referendum, volto a consentire l'acquisto di nuovi caccia da combattimento per un massimo di sei miliardi di franchi.

Diversamente dal decreto di pianificazione elaborato dal Consiglio federale, le imprese estere che ricevono commesse nel quadro dell'acquisto dovranno però compensare il 100% - e non solo il 60% - del valore contrattuale mediante l'assegnazione di mandati in Svizzera (affari offset), di cui il 20% con affari offset diretti e il 40% con affari offset indiretti nel settore della base tecnologica e industriale rilevante in materia di sicurezza.

A ciò si aggiunge un altro 40% di compensazione indiretta in tutta una serie di settori (11 in totale, n.d.r.) che vanno dall'industria delle macchine, a quella ottica e orologiera, per passare dalla chimica.

Il decreto dovrà inoltre specificare che tutte le regioni del Paese dovranno poter beneficiare, nella misura del possibile, degli affari di compensazione: 65% per la Svizzera tedesca, 30% per quella francese, 5% per la Svizzera italiana.

Protezione dei dati

Dal canto suo il Consiglio nazionale (08.00-13.00) si occuperà in particolare della revisione totale della Legge sulla protezione dei dati. Anche in questo caso il dibattito si preannuncia animato. In commissione, il testo è stato accettato solo grazie al voto decisivo del presidente. L'UDC è contraria, mentre la sinistra e i Verdi liberali vorrebbero rinviare la questione in commissione.

La revisione mira ad adeguare la legislazione svizzera agli standard europei. La commissione propone che l'Incaricato della protezione dei dati e della trasparenza sia nominato direttamente dall'Assemblea federale, in modo da garantire una maggiore indipendenza. Attualmente è previsto che questo compito spetti al Governo, con approvazione da parte delle Camere.

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