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Mosca torna a criticare il rapporto olandese sull'abbattimento del volo MH17 della Malaysia Airlines nel Donbass il 17 luglio 2014.

In una lettera al direttore del Dutch Safety Board, Tjibbe Joustra, il vice presidente dell'ente aeronautico russo Rosaviatsia, Oleg Storcevoi, sostiene che non siano state adeguatamente dimostrate le conclusioni secondo cui il Boeing sarebbe stato colpito da un missile lanciato da un sistema Buk nonché quelle sulla posizione del missile al momento dell'esplosione e sull'area da cui sarebbe stato lanciato.

"Anche supponendo che l'areo sia stato colpito da un missile lanciato da un sistema di difesa missilistico Buk - scrive il numero due di Rosaviatsia - le proprietà dei proiettili citate nel rapporto non combaciano con le proprietà degli elementi di impatto usati in una testata 9N314M".

Inoltre, stando a Storcevoi, "la posizione, la portata e i confini dell'impatto, il numero e la densità dei buchi sui rottami" nonché "il tipo di danno arrecato alla struttura del Boeing 777 non corrispondono al punto di detonazione del missile e alla sua posizione spaziale descritta nel rapporto finale. Di conseguenza - insiste - il possibile luogo dal quale il missile è stato lanciato è stato determinato in modo errato".

Lo studio olandese non dice da quale punto esatto sia stato lanciato il razzo che ha colpito l'aereo, ma individua un'area ampia 320 km quadrati in Ucraina orientale dalla quale dovrebbe essere partito il missile: una zona in larga parte occupata dai ribelli filorussi. Un passaggio che fa infuriare Mosca.

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SDA-ATS