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Le ricerche dell'aereo della Malaysia Airlines scomparso l'8 marzo scorso con 239 persone a bordo entrano in una nuova fase. Si rinuncia ormai alle ricerche aeree per espandere quelle sottomarine nell'Oceano indiano meridionale, attraverso un'area di 700km per 80. Un aereo da ricognizione P-3 rimarrà in stand-by.

L'aereo è scomparso da 52 giorni ed è "altamente improbabile" che si possano trovare resti del relitto sulla superficie dell'oceano, ha detto oggi il primo ministro australiano Tony Abbott. "A questo punto, la maggior parte del materiale sarà saturo d'acqua e sprofondato", ha detto ai giornalisti. L'Australia continuerà a fare il possibile per risolvere il mistero di ciò che è avvenuto al volo MH270, ha aggiunto Abbott. "Se le ricerche passano a una nuova fase, certamente non finiscono. Voglio che le famiglie sappiano che l'Australia non si sottrarrà alle sue responsabilità in quest'area", ha assicurato.

La nuova fase, a cui parteciperanno contractor privati, costerà 40 milioni di euro. "Non si può sottovalutare il grado di responsabilità che l'Australia ha, perché questo è accaduto nella nostra zona di ricerca e salvataggio, ma chiederemo qualche contributo appropriato ad altre nazioni", ha aggiunto Abbott.

Il coordinatore delle operazioni, l'ex comandante delle forze armate australiane Angus Houston, si è detto fiducioso che le squadre di ricerca stiano guardando nell'"area giusta", usando nuovi impianti sonar di sidescan per scandagliare il fondo marino, ma ammette che potranno volerci mesi di ricerche. Continuerà le operazioni anche il sottomarino telecomandato Bluefin-21, oltre a navi australiane, malaysiane e cinesi. "Ci vorrà tempo", ha detto Houston, ricordando che il relitto del volo 447 francese è stato ritrovato dopo due anni.

SDA-ATS