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L'esplosione che avrebbe causato la caduta dell'aereo russo nel Sinai non sarebbe stata provocata da una bomba tradizionale, bensì da un dispositivo esplosivo come una bombola di gas.

Esplosa nella stiva a 31'000 piedi di altezza, la bombola avrebbe fatto disintegrare l'aereo. A propendere per questa ipotesi è il Security Middle East on line che cita un ex ufficiale dei servizi segreti britannici, James Abernethy.

L'ex agente ricorda la dichiarazione audio del 4 novembre, con la quale il gruppo Wilayat Sinai affiliato all'Isis ha rivendicato la responsabilità per l'abbattimento di un aereo russo sul Sinai. Nella dichiarazione, il loro portavoce afferma: "Noi siamo quelli che lo hanno abbattuto, grazie a Dio, e non siamo costretti a rivelare il modo in cui l'abbiamo fatto... prendete la vostra scatola nera e fate la vostra analisi... sveleremo il modo quando vorremo".

"È interessante il fatto che hanno sfidato la nostra capacità di dimostrare come il velivolo sia stato abbattuto - commenta James Abernethy - valuterei lo scenario più probabile come quello della bomba di Lockerbie". Tuttavia è possibile che ciò che ha causato la probabile esplosione non sia una "bomba tradizionale". Il messaggio audio di rivendicazione "suggerisce che l'Isis stia proteggendo la sua metodologia, per poter decidere di utilizzarla di nuovo se questa non viene identificata dai Servizi segreti britannici".

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SDA-ATS