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Passeggeri in attesa dei controlli di sicurezza all'aeroporto di Ginevra.

Keystone/SALVATORE DI NOLFI

(sda-ats)

Dall'inizio dell'anno il personale di sicurezza dell'aeroporto di Ginevra segue dei corsi di perfezionamento sulla radicalizzazione. Il programma sul radicalismo in generale, non solo quello islamico, vuole evitare le discriminazioni e migliorare la sicurezza.

Bertrand Stämpfli, portavoce dello scalo, ha confermato all'ats una notizia in tal senso pubblicata oggi da Le Temps. Egli ha precisato che l'istruzione, che dovrebbe essere estesa a tutti i dipendenti, è apprezzata dai partecipanti e riguarda attualmente circa 800 salariati tra personale dell'aeroporto e delle società private Custodio e Protectas.

Il programma di formazione - ha aggiunto - spiega come rilevare i segnali di radicalizzazione ed è stato concepito da Claudio Recupero, storico che si è interessato del fenomeno nelle prigioni. I corsi hanno un approccio storico generale dei movimenti radicali e riguarda, ad esempio, anche le Brigate Rosse.

L'isolamento e la discriminazione possono portare alla radicalizzazione, e per l'aeroporto, è importante "evitare ogni amalgama tra musulmani e islamisti, tra praticanti e fondamentalisti", ha detto il portavoce.

Egli ha poi ricordato che alla fine del 2016, è stata ritirata la tessera di accesso ad una trentina di persone che lavoravano allo smistamento dei bagagli nello scalo ginevrino, perché sospettate di essere state radicalizzate. La maggior parte di loro era musulmana.

"Questa vicenda ci ha resi attenti al fatto che ci troviamo fra le infrastrutture sensibili e che non bisogna far entrare la volpe nel pollaio", ha sottolineato Stämpfli. Ma non bisogna fare attenzione solo al momento dell'assunzione; anche in seguito.

L'idea è quindi di estendere a tutto il personale i corsi ora impartiti agli addetti alla sicurezza. Il progetto, secondo Le Temps, è sostenuto dal consigliere di Stato Pierre Maudet, responsabile del Dipartimento ginevrino della sicurezza e dell'economia.

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SDA-ATS