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Il presidente Ashraf Ghani (centro) apre i lavori della conferenza

KEYSTONE/AP/RAHMAT GUL

(sda-ats)

Con un appello del presidente Ashraf Ghani ai talebani ad "accettare un negoziato di pace per mettere fine alle sofferenze del popolo afghano", si è aperta a Kabul una Conferenza per la pace e la cooperazione per la sicurezza a cui partecipano una ventina di Paesi.

Denominato 'Processo di Kabul', l'incontro ambisce alla costruzione di una piattaforma per un piano - ideato, guidato e gestito dal governo afghano - per riportare la pace nel Paese e permettere la partenza dei militari della Coalizione internazionale, giunti nel 2001.

In una capitale presidiata da ingenti forze di sicurezza dopo gli attentati non rivendicati degli ultimi giorni (solo quello del 31 maggio con un'autobotte imbottita di esplosivo ha causa 150 morti), il capo dello Stato ha detto di "volere un dialogo con i talebani, ma non uno inconcludente". Ed ha aggiunto: "Loro possono aprire un ufficio in qualsiasi Nazione se la loro proposta è ragionevole".

Ieri, come primo gesto per facilitare lo sforzo di apertura e dialogo con gli insorti, Ghani ha nominato l'ex vice presidente Karim Khalili quale nuovo capo dell'Alto Consiglio per la pace afghano.

La Conferenza, che si tiene senza la presenza della stampa, si chiuderà in serata con la diffusione di un comunicato finale.

SDA-ATS

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