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Soldati afghani di guardia all'entrata di una base militare.

Keystone/AP/MIRWAIS NAJAND

(sda-ats)

I talebani, penetrati con impressionante facilità nella provincia settentrionale di Balkh in una delle più importanti basi militari dell'Afghanistan, ieri pomeriggio hanno compiuto un attacco che è costato la vita a 150 soldati. Altri 60 sono rimasti feriti.

Sgomento ma soprattutto molta preoccupazione sono i sentimenti che prevalevano oggi a Kabul.

Il massacro è avvenuto ieri nel primo pomeriggio e si è consumato in una caserma che ospita il 209/o Corpo d'armata "Shaheen", con un piano e una tempistica meticolosi che hanno stupito i vertici militari e del governo. Il ministro della Difesa afghano, Abdullah Habibi, l'aveva visitata meno di due settimane fa.

Dieci mujaheddin vestiti con divise dell'esercito, e a bordo di veicoli militari, sono infatti riusciti ad avvicinarsi al compound senza particolari difficoltà, facendo irruzione al suo interno nel momento in cui la maggior parte dei soldati, disarmati, era nella moschea, mentre altri avevano preso posto nel refettorio per il pranzo.

Personalità politiche afghane, come il vicepresidente della Camera, Humayun Hymayun, hanno denunciato che il commando talebano aveva quasi certamente complicità interne alla base, e che da ciò emerge "una grave debolezza" dell'intelligence militare e "responsabilità chiare" dei vertici militari.

Nella sua rivendicazione, il portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid, ha assicurato che quattro dei mujaheddin entrati in azione erano stati soldati afghani nella base e quindi "la conoscevano molto bene".

L'operazione, hanno sottolineato i media afghani, rappresenta la più grave in termini di vittime militari in un singolo attacco da quando il conflitto afghano è scoppiato nel 2001 con l'intervento della Coalizione internazionale. Ed è avvenuta a sole sei settimane di distanza da un'altra a Kabul, rivendicata dall'Isis, in cui 50 persone sono state uccise nell'assalto all'Ospedale Sardar Mohammad Daoud.

Un imbarazzato ministero della Difesa ha allungato i tempi dei comunicati ufficiali, proponendo prima un bilancio di otto morti, per giungere quasi 24 ore dopo, alla realtà di "140 soldati uccisi". Che però, ha reso noto Shujauddin Shuja, membro del Consiglio provinciale di Balkh, sono stati "almeno 150".

Fonti ministeriali della Difesa hanno confermato intanto che, come sostenuto nella rivendicazione dell'Emirato islamico dell'Afghanistan, il commando era formato da dieci miliziani, due dei quali si sono fatti esplodere generando una baraonda fra i soldati, sette sono stati uccisi nello scontro a fuoco durato quattro ore e uno è stato arrestato.

Sconvolto per l'accaduto e in un quadro di massima sicurezza, il presidente Ashraf Ghani è giunto a sorpresa in visita alla caserma, la più grande dell'Afghanistan settentrionale che si trova a 13 chilometri dal capoluogo di Balkh, Mazar-e-Sharif, e coordina l'attività militare nelle varie province del nord. E si è poi recato in ospedale per portare conforto ai feriti.

Oltre che da Ghani, lo spietato attacco dei talebani è stato condannato dal coordinatore del governo, Abdullah Abdullah, dal comandante della Nato, delle truppe Usa e della missione "Resolute Support", generale John Campbell, ed anche dai governi di Pakistan e India.

SDA-ATS

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