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Quanto successo a Kunduz City sabato "è inaccettabile", rappresenta "una violazione del diritto umanitario internazionale" e, fino a prova contraria, anche un "crimine di guerra". Lo ha sottolineato oggi la presidentessa internazionale di Medici senza frontiere (Msf).

In un comunicato Joanne Liu ripercorre l'analisi fatta dai responsabili di Msf sul bombardamento Usa contro il 'Trauma Center' di Kunduz City, che ha causato la morte di 22 persone - medici, personale paramedico e pazienti - ferendone altre 37.

Per il diritto umanitario internazionale, ha detto Liu, "gli ospedali nelle zone di conflitto sono spazi protetti. Fino a prova contraria, gli eventi di sabato costituiscono una ingiustificabile violazione di questa legge". E noi, ha aggiunto, "lavoriamo sulla presunzione di un crimine di guerra".

Quella notte, ha continuato la responsabile di Msf, "le bombe sono cadute ripetutamente su un solo edificio, quello che ospitava l'unità di terapia intensiva, le stanze per le emergenze e la guardia di fisioterapia. Gli edifici circostanti nel compound sono rimasti invece sostanzialmente indenni".

Infine si sostiene che "questo attacco non può essere messo da parte come un semplice errore o una inevitabile conseguenza della guerra. I comunicati diffusi dalle forze afghane e da quelle Usa hanno fatto capire che esse insieme hanno deciso di radere al suolo un ospedale pienamente funzionante, cosa che equivale ad una ammissione di crimine di guerra".

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SDA-ATS