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"Permettemi di dire che non mi aspetta che il 2011 sarà facile. Continueremo ad entrare nei territori degli insorti. E ci aspettiamo che le violenze continueranno mentre il nemico ci combatte. Però sono certo che il futuro dell'Afghanistan non sarà determinato dagli insorti, ma dal popolo afghano". È stato un messaggio di preoccupazione e speranza quello lanciato dal segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, nel primo incontro dell'anno con la stampa.

Rasmussen ha anche affermato che, seguendo l'agenda stabilita nel vertice di Lisbona del novembre scorso, "in primavera" comincerà "la transizione", con "l'annuncio delle prime province in cui le forze afghane saranno pronte a prendere il comando". Rasmussen non ha escluso che per "primavera" si intenda un periodo che può arrivare alla fine di giugno-primi di luglio, ma ha precisato che "una decisione sarà presa tra febbraio e marzo".

Il segretario generale ha anche sottolineato che il programma della "transizione" resta fermo sulle date stabilite a Lisbona (inizio nel 2011, conclusione nel 2014), ma che la scelta delle province e delle date per i primi passaggi di consegne fra forze Nato e forze afghane "è un processo che dipende dalle condizioni sul terreno".

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SDA-ATS