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KABUL - La forza Nato in Afghanistan ha ammesso di aver ucciso cinque civili afghani, tra cui tre donne, nel corso di un improvvisato raid notturno condotto in febbraio contro una abitazione nel sud-est del paese.
"Le forze internazionali sono state responsabili delle morti di tre donne che erano nella stessa area dove due uomini sono stati uccisi da un pattuglia congiunta afghana e internazionale che era alla caccia di ribelli talebani", hanno affermato le forze alleate in un comunicato.
I militari hanno fatto irruzione il 12 febbraio scorso nella casa nel distretto di Gardez della provincia di Paktia, credendo che dentro vi fosse un ribelle. Hanno quindi ucciso i due uomini perché recavano armi, ma successivamente si è appreso che non si trattava di militanti talebani.
"Ora sappiamo che gli uomini uccisi stavano solo cerando di proteggere le loro famiglie", ha detto nella nota il generale di brigata Eric Tremblay, portavoce delle forze Nato. Le tre donne sono ugualmente rimaste uccise nella sparatoria.
Le vittime civili durante le operazioni delle truppe straniere sono causa di profonda rabbia tra la popolazione afghana. Il presidente Hamid Karzai ha chiesto che i raid notturni siano proibiti.

SDA-ATS