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Una delle tante scene di terrore in Afghanistan quest'anno.

KEYSTONE/AP/ABUL KHALIQ

(sda-ats)

Il numero delle vittime civili del conflitto afghano nel primo semestre del 2017 è rimasto ai livelli record registrati nello stesso periodo dello scorso anno.

È quanto emerge da un rapporto presentato oggi dalla Missione delle Nazioni Unite di assistenza all'Afghanistan (Unama).

Un totale di 1662 civili sono morti (+2% sul 2016) e altri 3581 sono rimasti feriti (-1%) fra l'1 gennaio e il 30 giugno 2017, precisa il rapporto. La responsabilità della morte dei civili, secondo l'Unama, è da attribuire nella misura del 67% all'insorgenza nel suo complesso. Di essa il 43% è stata opera dei talebani, il cinque per cento dell'Isis e la restante parte di gruppi non identificati.

Le forze progovernative e la Coalizione internazionale guidata dalla Nato, sostiene l'Onu, hanno causato il 18% delle morti e dei ferimenti.

"Il costo umano di questa brutta guerra in Afghanistan fatta di morti, distruzioni e sofferenze immense, è di gran lunga troppo alto", ha detto Tadamichi Yamamoto, rappresentante speciale del segretario generale dell'Onu in Afghanistan. Yamamoto ha poi aggiunto che "il continuo uso di indiscriminati, sproporzionati ed illegali rudimentali ordigni esplosivi (Ied) è particolarmente scioccante e deve terminare immediatamente".

Il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, ha respinto il contenuto del Rapporto, accusando l'Unama di non riflettere le reali responsabilità delle vittime civili sul terreno e di cercare di "assolvere gli invasori e i loro mercenari".

SDA-ATS