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LONDRA - Otto organizzazioni umanitarie internazionali impegnate nell'assistenza umanitaria in Afghanistan hanno denunciato quella che hanno chiamato la "militarizzazione" degli aiuti internazionali agli afghani.
Lo hanno fatto attraverso un documento pubblicato oggi a Londra da una di esse, la britannica Oxfam, a due giorni dalla conferenza internazionale sull'Afghanistan che si aprirà nella capitale britannica.
"La militarizzazione degli aiuti pone la gente ordinaria sulla linea del fronte del conflitto. Gli afghani dicono che l'esercito li mette in grave pericolo quando costruisce scuole o cliniche che diventano poi bersagli per i ribelli armati", scrivono le ong nel documento, firmato, oltre che da Oxfam, da Actionaid, Afghanaid, Care Afghanistan, Christian Aid, Trocaire, Concern e il Consiglio norvegese per i rifugiati (Nrc).
Il documento mette in guardia contro quello che viene definito "l'utilizzo da parte delle forze militari internazionali degli aiuti come arma non letale", con azioni umanitarie e militari di breve respiro che "forniscono una soluzione più temporanea che duratura" e sono "motivate dagli interessi politici dei donatori" e da obiettivi di sicurezza a breve termine.
Le otto organizzazioni umanitarie invitano quindi i circa 60 Paesi che partecipano alla conferenza di Londra a "ripensare l'approccio militare agli aiuti e a concentrare i loro sforzi su una strategia di aiuti a lungo termine basata sulla soddisfazione dei bisogni reali degli afghani".

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SDA-ATS