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Dopo un braccio di ferro con gli Stati Uniti andato avanti per quasi sette mesi, il Pakistan ha oggi infine acconsentito a riaprire il transito sul suo territorio ai vitali rifornimenti per le truppe della NATO dispiegate in Afghanistan.

La chiave sono state le parole "profondo rammarico" e "sincere condoglianze", pronunciate dalla segretaria di Stato Hillary Clinton al telefono con la sua collega pachistana, Hina Rabbani Khar. Si tratta di un rammarico espresso per "il tragico incidente", come lo ha definito la stessa Clinton, registrato nel novembre scorso, quando in seguito ad un raid aereo delle forze della NATO, ovvero statunitensi, 24 soldati pachistani sono rimasti uccisi nei pressi del confine con l'Afghanistan.

Sin da subito, in attesa di scuse formali dalla Casa Bianca, Islamabad ha reagito chiudendo il passaggio ai camion della Nato diretti verso il territorio afghano, costringendo le forze della coalizione ad usare il passaggio dal Nord, attraverso l'Asia centrale, molto più lungo e costoso. Una alternativa che, secondo il segretario alla difesa Leon Panetta, ha significato una spesa ulteriore di 100 milioni di dollari al mese.

Pochi giorni dopo il bombardamento, il presidente Barack Obama aveva telefonato al presidente pachistano Asif Ali Zardari per esprimere le sue "condoglianze". Il Pakistan voleva di più, peraltro in un delicato momento della campagna per le elezioni del 6 novembre, in cui il candidato repubblicano Mitt Romney ha più volte accusato Obama di condurre una politica estera "debole", e di andare in giro per il mondo "a chiedere scusa" in nome dell'America.

Dopo una lunga trattativa, Hillary Clinton ha però oggi "ribadito il nostro profondo rammarico per il tragico incidente di Salala" alla sua collega pachistana, che l'ha infine al contempo "informata che le linee di rifornimento via terra verso l'Afghanistan sono riaperte", ha annunciato la stessa Clinton, precisando che "il Pakistan continuerà a non chiedere alcun pagamento per il transito, nel più ampio interesse della pace e sicurezza in Afghanistan e nella regione".

Per la Clinton si tratta di un notevole successo personale, che segna un evidente miglioramento delle delicate relazioni con il Pakistan arrivate ad un livello di tensione particolarmente elevato soprattutto in seguito ad uno dei più significativi successi dell'amministrazione Obama: l'uccisione a sorpresa del leader di al Qaida Osama bin Laden nella cittadina pachistana di Abbottabad, in un raid dei Navy Seal che, come ammettono anche diversi funzionari americani, di fatto è stato una violazione della sovranità del Pakistan.

La decisione pachistana di riaprire il transito è stata velocemente salutata dal comandante delle forze della NATO in Afghanistan, il generale John Allen, come "una dimostrazione del desiderio di Islamabad di contribuire ad un futuro migliore per l'Afghanistan e per tutta la regione".

Non altrettanto soddisfatti sono invece i talebani pachistani, che con la medesima velocità hanno fatto sapere che attaccheranno i convogli della NATO "in tutto il Pakistan" e che non consentiranno "a nessuno di usare il suolo pachistano per trasportare materiale che verrà usato contro il popolo afghano"

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SDA-ATS