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Afghanistan: possibile ritiro anticipato, Obama nega

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 marzo 2012 - 20:26
(Keystone-ATS)

Per il "New York Times", il massacro di Kandahar rischia di accelerare il ritiro dall'Afghanistan, visti i rischi e le tensioni. Ma l'"exit strategy" non cambia, assicura il presidente Barack Obama dopo la strage di civili afghani compiuta da un soldato americano.

Con ampio rilievo, il giornale ha scritto oggi che la sua amministrazione starebbe considerando una "accelerazione" del ritiro, e il presidente, Comandante in Capo delle forze americane, ha così dovuto ribadire: ce ne andremo in maniera "responsabile", per evitare di dover poi "tornare indietro".

Parlando davanti alle telecamere per la prima volta dopo il massacro, Obama ha detto oggi che gli Stati Uniti hanno "il cuore a pezzi" per quanto è accaduto, che l'America considera la vicenda come se le vittime fossero "suoi cittadini" e che chiunque sia responsabile di quanto è accaduto "sarà giudicato con tutto il rigore della legge".

Poi, la risposta agli scettici e ai critici: "è evidente - ha detto il presidente - che stiamo facendo fronte ad una sfida difficile in Afghanistan, ma sono fiducioso che possiamo raggiungere i nostri obiettivi, proteggere il nostro paese, e mettere fine a questa guerra in maniera responsabile".

Già alcune ore prima, un portavoce della Casa Bianca aveva smentito che sia in corso una revisione della strategia in Afghanistan, soprattutto riguardo all'accelerazione del ritiro delle truppe americane, con un evidente riferimento a quanto scritto oggi dal "New York Times".

Secondo il quotidiano, le discussioni all'interno dell'amministrazione per accelerare la riduzione delle forze degli Usa nel teatro afghano vanno avanti in realtà da settimane, sulla scia della vicenda dei marines che urinano sui cadaveri dei talebani prima, e dello scandalo dei corani bruciati dai militari americani.

Attualmente, gli Usa hanno circa 90'000 soldati in Afghanistan, di cui 22'000 dovrebbero tornare a casa entro settembre. Gli altri 68'000 verranno ritirati ad "un ritmo costante", ha sempre detto il presidente, fino a quando, entro il 2014, la responsabilità della sicurezza non sarà stata totalmente trasferita alle autorità afghane.

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