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Il luogo dell'attentato

KEYSTONE/EPA/AHMADULLAH AHMADI

(sda-ats)

L'azione di un kamikaze talebano ha segnato oggi in Afghanistan con il sangue di almeno 18 vittime il primo giorno del Ramadan, mese di digiuno e compassione sacro ai musulmani di tutto il mondo.

L'attentatore suicida è entrato in azione di prima mattina, vicino alla stazione degli autobus e ad un affollato mercato di Khost City, capoluogo della omonima provincia sud-orientale, facendosi esplodere al passaggio di un convoglio della Forza di protezione di Khost (Kpf), milizia filo-governativa afghana addestrata dalla Cia americana per combattere gli insorti.

L'attacco è stato rivendicato da Zabihullah Mujahid, portavoce dell'Emirato islamico dell'Afghanistan (nome sotto cui si riconoscono i talebani). "Nell'ambito della nostra 'Operazione Mansour', il martire Mujahid Hafiz Idrees Khosti - ha sostenuto - si è fatto esplodere vicino al Circolo militare di Khost City uccidendo 22 membri della Kpf e distruggendo molti loro veicoli".

Ma il vice portavoce del ministero dell'Interno, Najib Danish, ha fissato ufficialmente il bilancio delle vittime dell'attentato, avvenuto in Piazza Mujahid, a 18 morti e sei feriti, "la maggior parte dei quali civili".

Inoltre, ad aggravare il lutto della giornata, un minibus ha urtato un rudimentale ordigno esplosivo nel distretto di Adraskan della provincia occidentale di Herat, con un bilancio di dieci morti, fra cui donne e bambini, e sei feriti.

Non sono quindi valsi a nulla gli appelli dell'Onu e dello stesso presidente Ashraf Ghani che hanno invitato le parti ad una tregua e ad utilizzare il Ramadan per costruire ponti fra le parti in conflitto per porre fine alla sofferenza della popolazione afghana che da decenni vive in un clima di guerra senza speranza.

E che la congiuntura non sarebbe trascorsa tranquillamente lo aveva ribadito alla vigilia anche l'Isis. Infatti, mentre i 'Grandi' del G7 firmavano a Taormina un documento di impegno a lottare contro il terrorismo, il gruppo terrorista guidato dal 'Califfo' Abu Bakr al-Baghadi diffondeva un video-messaggio in cui lanciava un appello ai suoi seguaci a sollevarsi per una "guerra totale" e per "colpire gli infedeli in Europa" proprio durante il Ramadan.

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SDA-ATS