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Afghanistan: Rete Haqqani pronta a colloqui pace

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 settembre 2011 - 10:18
(Keystone-ATS)

La Rete Haqqani, un gruppo di feroci insorti afghani che opera dal Pakistan contro le forze afghane e della Nato in Afghanistan e ritenuta alleata dei talebani, avrebbe intenzione di prendere parte ai colloqui di pace con il governo di Kabul e con gli Stati Uniti solo se parteciperanno anche i talebani. Lo ha detto alla Reuters il leader della rete Sirajuddin Haqqani.

Distintasi con il suo fondatore, Jalaluddin Haqqani, nella lotta contro l'occupazione sovietica, la Rete Haqqani è un gruppo fortemente ideologico strettamente legato ai talebani guidati dal Mullah Omar, ma anche sufficientemente indipendente da mantenere contatti con i gruppi più radicali pachistani come il Tehrik-e-Taleban Pakistan (TTP) e anche con al-Qaida.

Negli ultimi tempi la Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf, sotto comando Nato) ha accentuato le sue operazioni in Afghanistan contro gli uomini di Haqqani, considerati fra l'altro responsabili per l'attacco a Kabul del 13 settembre che ha causato 27 morti.

Secondo la Cia la Rete Haqqani opera nella zona tribale del Waziristan settentrionale, anche se nell'intervista alla Reuters in cui si dice disponibile a colloqui di pace con il governo afghano e gli Usa "solo se i talebani della Shura accetteranno", Sirajuddin Haqqani sostiene che il movimento opera in territorio afghano dove "si sente sicuro", e non più in Pakistan.

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