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Afghanistan: sparatoria in base Nato, ucciso generale Usa

La violenza continua ad imperversare in Afghanistan, che faticosamente sta cercando una nuova guida politica post-Karzai. Questa volta la vittima è un generale statunitense, ucciso in un'accademia dell'Isaf alla periferia di Kabul da un uomo con l'uniforme dell'esercito afghano, che ha ferito anche una quindicina di soldati afghani e stranieri, incluso un generale tedesco.

L'episodio è avvenuto alle 12 locali (le 8 svizzere) a Camp Qargha, l'accademia degli ufficiali dell'esercito afghano gestita dal contingente britannico della forza internazionale Nato. La sparatoria, secondo media locali, sarebbe avvenuta in seguito ad un litigio tra l'aggressore ed alcuni militari dell'Isaf.

In un comunicato la stessa Isaf ha confermato l'incidente, "in cui sono rimaste coinvolte truppe locali e Isaf", specificando di aver avviato un'inchiesta. Il Pentagono ha poi confermato che la vittima è un generale americano: il più alto in grado ucciso dall'inizio del conflitto in Afghanistan e sin dai tempi della guerra in Vietnam, nel 1970.

Secondo la versione del ministero della Difesa di Kabul, "un terrorista che utilizzava un'uniforme dell'esercito afghano ha sparato sul personale di una accademia militare e sui suoi colleghi stranieri, ferendone alcuni", prima di essere ucciso dai soldati afgani.

Fonti militari tedesche hanno confermato anche il ferimento di un loro generale, insieme con un'altra quindicina di militari di varie nazionalità. Fra i feriti ci sarebbe anche un generale afgano.

Le indagini dovranno stabilire prima di tutto se l'aggressore fosse un soldato afghano, esasperato dalle presenza straniera nel suo Paese, o un terrorista armato dai talebani e travestito da militare.

Un portavoce dei ribelli ha detto al New York Times di non sapere ancora come sia andata, ma ha ammesso che molti talebani sono presenti nel campo di addestramento dell'Isaf, e che quindi uno di loro potrebbe essere il responsabile.

La BBC, citando fonti afghane, ha invece riferito che l'aggressore era stato reclutato tre anni fa dalla Nato.

L'attacco è stato duramente condannato dal presidente afghano uscente Hamid Karzai, che ha parlato di "un atto di un nemico che non vuole far sì che l'Afghanistan abbia istituzioni forti".

Ma violenza e instabilità politica sono le due facce di questo disastrato Paese. Soltanto ieri, a quasi due mesi dal voto, è partito il nuovo conteggio dei voti del ballottaggio presidenziale del 14 giugno scorso tra Ashraf Ghani e Abdullah Abdullah, dopo numerosi stop and go, soprattutto a causa dell'ex ministro degli Esteri, convinto di essere vittima di brogli.

Nel frattempo, una cinquantina di talebani sono stati uccisi in un rastrellamento delle forze di sicurezza locali nella provincia meridionale di Helmand. Un'altra decina di ribelli hanno perso la vita nella provincia centrale di Logar, in un raid notturno congiunto dell'esercito afghano e dell'Isaf: i residenti hanno denunciato anche la morte di civili.

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