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L'annuncio del presidente americano Barack Obama del ritiro di 34'000 uomini dall'Afghanistan entro l'inizio del 2014 "non serve perché non risolve la questione centrale del problema" che è "il ritiro di tutte le truppe straniere" dal paese. Lo hanno reso noto oggi i talebani.

In un comunicato dell'Emirato islamico dell'Afghanistan si sostiene che "invece di misure parziali" i capi di Stato stranieri dovrebbero ascoltare le richieste della gente e "portare via subito le loro truppe dal nostro paese".

Nel comunicato i talebani afghani sostengono che "è venuto il momento per Obama e per gli altri capi di Stato delle potenze che ci hanno invaso di capire la realtà di questa guerra futile e, invece di fare sforzi tattici, riduzione di truppe e ritiri graduali, concentrarsi sulle richieste della loro stessa gente portando via subito le loro truppe dal nostro paese".

La questione centrale del problema afghano, si dice ancora, "resta la fine completa della sua occupazione" e l'assegnazione agli afghani del controllo, scelta del governo e sovranità sulla loro terra". Altrimenti "la nostra sacra Jihad si intensificherà e andrà avanti finché ci sarà anche un solo soldato straniero sul nostro suolo".

Ripetendo che "l'annuncio di Obama per il ritiro di 34'000 soldati dall'Afghanistan non è il nocciolo del problema", gli insorti sottolineano che devono essere prese iniziative per un ritiro completo di cui "beneficierà l'America e l'Afghanistan". "Quello che si vuole fare domani con altre perdite, ignominia e umiliazioni - dicono infine i talebani - dovrebbe essere fatto oggi ponendo fine all'occupazione dell'Afghanistan".

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SDA-ATS