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KABUL - Dopo aver sollecitato un ritiro ed immediato e senza condizioni di tutte le forze straniere dall'Afghanistan, i talebani spiegano che "per raggiungere questo obiettivo l'Emirato islamico dell'Afghanistan considera la Jihad armata come l'unico mezzo per raggiungere tale meta".
L'operazione Al Faath, si dice ancora, "colpirà gli invasori americani, il personale militare della Nato, i consiglieri stranieri, le spie che operano come diplomatici stranieri, i membri della amministrazione tirapiedi e del governo di Karzai e (...) tutti quanti sostengono gli invasori stranieri e lavorano per il rafforzamento del loro dominio".
L'inizio della Jihad, si precisa ancora, è previsto per il 10 maggio e implicherà operazioni di guerriglia, azioni in diverse città, assedi di centri urbani, blocco di strade verso i centri militari, uso di ordigni esplosivi (ied), assassinio di funzionari del governo, cattura di invasori stranieri e uso di kamikaze.
Il comunicato raccomanda poi alle ditte straniere impegnate in lavori infrastrutturali di sospenderli e agli investitori esteri che appoggiano gli interessi degli americani di cessare la loro attività. E conclude chiedendo "ai coraggiosi mujaheddin di fare attenzione alla vita e alla proprietà della gente e di fare ogni sforzo per proteggerli durante tutte le operazioni, compresa Al Faath".

SDA-ATS