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Militanti armati di un gruppo non identificato hanno ucciso ieri sera a Kabul una cooperante tedesca e sequestrato una sua collega finlandese nell'assalto (foto simbolica d'archivio).

KEYSTONE/EPA/GHULAMULLAH HABIBI

(sda-ats)

Militanti armati di un gruppo non identificato hanno ucciso ieri sera a Kabul una cooperante tedesca e sequestrato una sua collega finlandese nell'assalto ad una guesthouse della ong svedese 'Operation Mercy'.

Il portavoce del ministero dell'Interno, Najib Danish, ha indicato soltanto che l'incidente è avvenuto sulla Darulaman Road della capitale, senza fornire particolare sulla sua dinamica. I media afghani hanno rivelato però che una guardia del corpo afghana della cittadina tedesca è stata brutalmente decapitata.

Operation Mercy, che si è limitata a confermare l'attacco alla sua struttura, è una organizzazione internazionale umanitaria per lo sviluppo basata a Orebro, in Svezia, con progetti di sviluppo comunitario in Asia centrale, Medio Oriente e Africa settentrionale.

Le identità della cittadina tedesca uccisa e di quella finlandese rapita non sono state rese note mentre le indagini sono a carico della Direzionale nazionale della sicurezza afghana (Nds, servizi di intelligence).

Nessun gruppo ha rivendicato l'operazione, ma gli analisti ritengono che potrebbe essere stata opera della sezione Khorasan (Afghanistan-Pakistan) dell'Isis, che ha accentuato le sue azioni terroristiche dopo il lancio della 'superbomba' Usa su una sua base nel distretto di Achin della provincia orientale di Nangarhar.

Karoliina Romanoff, portavoce del ministero degli Esteri di Helsinki, ha confermato che una cittadina finlandese è stata sequestrata a Kabul, ma non ha fornito alcun particolare sull'accaduto. Anche a Berlino il ministero degli Esteri ha riconosciuto che una cooperante tedesca è stata uccisa, ma senza fornire alcun elemento utile a ricostruire la vicenda.

Nonostante l'impegno delle forze di sicurezza afghane, la capitale continua ad essere regolarmente al centro di attentati ed attacchi coordinati, mettendo in pericolo la vita non solo dei militari impegnati nella Missione 'Resolute Support' dell'Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord (Nato), ma anche dei numerosi stranieri dipendenti da organizzazioni nazionali e internazionali.

La situazione non è peraltro migliore nel resto del Paese, dove i talebani sono impegnati nella loro tradizionale Offensiva di primavera, denominata quest'anno 'Operazione Mansour'.

Soltanto oggi i militanti dell'Emirato islamico dell'Afghanistan hanno ucciso almeno 20 agenti di polizia nella provincia meridionale di Zabul, lanciando una quarantina di razzi contro il capoluogo Qalat City.

SDA-ATS

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