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Afghanistan: violenza su donne; per Pillay c'è molta strada da fare

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 novembre 2011 - 07:25
(Keystone-ATS)

"C'è ancora molta strada da fare prima che le donne afghane siano pienamente protette dalla violenza contro di loro". Lo ha dichiarato oggi a Kabul l'Alta Commissaria per i Diritti Umani, Navi Pillay.

Nel corso della presentazione da parte della Missione dell'Onu di assistenza all'Afghanistan (Unama) di un Rapporto sulla violenza contro le donne afghane, Pillay ha sottolineato che "il governo dell'Afghanistan non è ancora riuscito a far applicare la legge alla maggior parte dei casi di violenza contro le donne afghane" nonostante l'esistenza di una specifica legge approvata nel 2009.

Questa legge - denominata Eliminazione della violenza contro le donne (Evaw) ha una casistica di oltre 20 reati e punisce, fra l'altro, i matrimoni di bambine, i matrimoni forzati, la vendita o l'acquisto di donne con obiettivo o pretesto di matrimonio, il cosiddetto 'baad' (consegna di una donna o ragazza per risolvere una disputa), l'auto-immolazione forzata, lo stupro e le percosse.

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