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Il Canton Argovia si dice contrario al progetto del Comune di Aarburg di "caricare" mensilmente su una carta prepagata la somma spettante a determinati beneficiari dell'assistenza sociale invece di versarla in contanti.

Con questo sistema, Aarburg vuole impedire che il denaro sia inviato nei paesi d'origine di queste persone.

In assenza di circostanze particolari la limitazione dell'aiuto materiale o la sua erogazione in modo diverso da quello previsto non è ammissibile, ha detto oggi all'ats Balz Bruder, portavoce del Dipartimento cantonale della sanità e della socialità, dopo dichiarazioni rilasciate alla "Basler Zeitung" e alla radio svizzerotedesca SRF dalla municipale di Aarburg Martina Bircher (UDC).

Inammissibile - secondo Bruder - è pure la limitazione del provvedimento a singoli gruppi di persone, sui quali viene in tal modo a pesare un "sospetto generalizzato". Quando i beneficiari dell'assistenza non offrono garanzie sufficienti di un utilizzo corretto delle prestazioni l'aiuto materiale può essere fornito anche in altro modo, precisa il portavoce. La legge menziona espressamente pagamenti diretti, buoni e prestazioni in natura. Dapprima è però necessaria una decisione dell'autorità competente per ogni singolo caso.

Secondo la municipale Bircher, responsabile di Aarburg per la socialità, con il versamento mensile su una carta prepaid, utilizzabile per gli acquisti senza che si possano prelevare contanti, si vuole impedire che i beneficiari dell'assistenza provenienti da paesi poveri spediscano in patria il denaro ricevuto. Il Comune vuole sperimentare in autunno il sistema su singole famiglie e introdurlo l'anno prossimo.

Aarburg sta già litigando da tempo con il Cantone a causa dell'apertura, avvenuta un anno fa, di un centro cantonale di accoglienza per 90 richiedenti asilo. Il Comune si è opposto al progetto e la questione è ora in attesa di una sentenza del Tribunale federale. Il Municipio aveva vietato l'utilizzo di due case plurifamiliari affittate dal Cantone, ma il Tribunale amministrativo cantonale ha revocato il divieto.

L'esecutivo comunale teme un ulteriore aumento dei costi sociali che potrebbero gravare su Aarburg tra qualche anno. Nel comune di 7500 abitanti gli stranieri sono attualmente il 42,5%.

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SDA-ATS