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Tre agenti della polizia cantonale argoviese sono stati rinviati a giudizio: uno di loro è accusato di tentato omicidio e gli altri di lesioni gravi.

I poliziotti facevano parte di un'unità speciale che nel 2009 aveva aperto il fuoco contro un uomo che si era barricato nella sua abitazione a Wohlen (AG).

L'inchiesta è stata condotta da un procuratore straordinario, l'avvocato di Zugo Urs Sutter, che oggi ha reso noto di aver inoltrato l'atto d'accusa.

L'intervento delle forze speciali risale alla sera del 25 novembre 2009. L'uomo barricatosi nel suo appartamento era un cittadino serbo all'epoca 30enne, che impugnava un coltello da cucina e minacciava di suicidarsi. La moglie era riuscita a scappare assieme alla figlioletta di 3 anni e ad allarmare la polizia.

Sul posto erano dapprima intervenuti gli agenti della polizia regionale. Il 30enne era alcolizzato e aggressivo e a nulla valsero i tentativi di calmarlo. Gli agenti chiesero perciò l'intervento dell'unità speciale "Argus".

Dopo un nuovo tentativo fallito di mediazione, sei agenti dell'unità speciale fecero irruzione nell'abitazione: uno di loro sparò due colpi da breve distanza e un altro utilizzò un taser. Colpito al ventre, il 30enne riportò gravi ferite e rimase a lungo ricoverato in ospedale.

Il cittadino serbo è deceduto lo scorso mese di aprile, ma la sua morte non ha nessun legame con i fatti del 2009, precisa il procuratore straordinario. Il procedimento penale aperto nei suoi confronti è stato nel frattempo archiviato.

Sempre stando al procuratore, fra gli agenti rinviati a giudizio non figura né il vicecomandante della polizia né l'agente che utilizzò il taser.

Il consiglio di Stato argoviese ha deciso nel marzo del 2013 di affidare l'inchiesta ad un procuratore straordinario. La decisione era legata alla riorganizzazione delle autorità inquirenti cantonali. È infatti emerso che queste ultime intrattenevano legami troppo stretti con i responsabili della polizia cantonale.

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SDA-ATS