Navigation

AI: lavoro, sforzi per integrazione danno frutti

Gli sforzi per l'integrazione delle persone con problemi di salute nel mondo del lavoro danno i loro frutti. KEYSTONE/MARTIAL TREZZINI sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 05 marzo 2020 - 09:41
(Keystone-ATS)

Le 22'534 persone con problemi di salute integrate nel mercato del lavoro l'anno scorso rappresentano un nuovo record. È quanto annuncia la Conferenza degli Uffici AI tramite un comunicato odierno.

Queste persone, distribuite sui 26 uffici cantonali dell'Assicurazione per l'invalidità (AI), equivalgono a una crescita del 6% rispetto all'anno precedente.

Per integrazione professionale, viene spiegato nella nota, non si intende solo il collocamento in un nuovo posto di lavoro, ma anche il mantenimento del vecchio impiego grazie a provvedimenti di rilevamento e intervento tempestivi.

Con il sostegno dell'AI 12'640 persone hanno potuto conservare il loro impiego, 1'933 hanno cambiato collocazione all'interno della loro azienda e 7'420 persone hanno trovato un nuovo posto. Inoltre 541 beneficiari di una rendita hanno ripreso a lavorare oppure hanno aumentato la loro capacità di guadagno.

Nel 2019 le integrazioni sono aumentate quasi due volte e mezza rispetto a dieci anni prima, con una tendenza al rialzo. "Parallelamente al numero di integrazioni in costante aumento, negli ultimi quindici anni abbiamo registrato anche una diminuzione significativa delle nuove rendite", afferma il presidente della conferenza Florian Steinbacher, citato nel comunicato.

"In questo modo non si garantiscono soltanto nuove prospettive e la possibilità di condurre una vita autonoma a persone con problemi di salute, ma si fa anche un investimento a favore del risanamento finanziario dell'AI", ha aggiunto.

Gli Uffici AI si ripropongono di ripetere i successi ottenuti finora nell'ambito dell'integrazione professionale. A questo scopo è fondamentale il contributo dei datori di lavoro, che con il loro impegno danno un esempio tangibile di responsabilità sociale.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.