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AI: vigilanza e perizie vanno migliorate, più peso ad assicurati

L'Ufficio AI di Basilea Città. KEYSTONE/GEORGIOS KEFALAS sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 13 ottobre 2020 - 15:45
(Keystone-ATS)

La vigilanza sugli uffici dell'assicurazione invalidità (AI) e la qualità delle perizie mediche vanno migliorate.

È quanto si propone l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) sulla base di due rapporti. In futuro, si terrà anche maggiormente conto del punto di vista degli assicurati.

Dai documenti risulta, stando a un comunicato odierno dell'UFAS, che non è necessario modificare radicalmente l'attività di vigilanza. Il sistema attuale, introdotto nel 2008 con la quinta revisione AI, mette a disposizione procedure e strumenti adeguati per garantire un'esecuzione dell'AI conforme alla legge e uniforme.

Miglioramento vigilanza

Dall'analisi emerge tuttavia che questi strumenti possono essere migliorati in modo mirato. Il punto principale è costituito dalle convenzioni sugli obiettivi con gli uffici AI, che oggi si concentrano principalmente sugli aspetti quantitativi (ad esempio sulla quota delle nuove rendite). In futuro queste convenzioni verteranno maggiormente sulla gestione strategica e sul controllo della qualità dell'esecuzione.

Ad esempio, si terrà conto della qualità degli accertamenti medico-assicurativi o del punto di vista degli assicurati riguardo ai servizi degli uffici AI. Circa gli indicatori utilizzati dall'UFAS per analizzare l'evoluzione dell'AI, verranno perfezionati quelli volti a stabilire l'efficacia dei provvedimenti d'integrazione o la durata dell'intera procedura. In futuro verranno svolte regolarmente inchieste per rilevare il punto di vista degli assicurati.

Garanzia qualità delle perizie mediche

Sovente sono necessarie perizie mediche per chiarire se una persona abbia o meno diritto alle prestazioni dell'AI. Dal 2022, allo scopo di garantire una qualità elevata, sarà istituita una commissione indipendente per la garanzia della qualità e l'abilitazione dei periti. I mandati saranno attribuiti in modo trasparente e le perizie saranno documentate tramite registrazioni sonore.

Dal 2021, gli uffici AI dovranno richiedere esempi di perizie e migliorare i riscontri ai periti, informandoli sistematicamente delle pertinenti sentenze giudiziarie.

Attribuzione perizie

L’UFAS apporterà inoltre ulteriori miglioramenti al sistema di aggiudicazione dei mandati per le perizie mediche monodisciplinari. Sarà quindi messo a punto un controllo trimestrale della procedura di attribuzione dei mandati.

In secondo luogo, si esaminerà insieme agli uffici AI in che modo questi mandati potrebbero essere aggiudicati con metodo aleatorio, analogamente a quanto avviene già per le perizie pluridisciplinari.

Perizie arbitrarie?

L'ottobre scorso aveva fatto molto discutere sui media una presa di posizione di Inclusion Handicap, l'organizzazione mantello delle associazioni di disabili, secondo cui le perizie arbitrarie per decidere il diritto a una rendita dell'AI sono una pratica comune.

In molti casi le motivazioni sono errate, scriveva l'associazione, che chiedeva inoltre di togliere dalla circolazione gli esperti scorretti. Inclusion handicap domandava anche l'assegnazione in modo casuale di tutte le perizie.

L'ufficio di Inclusion Handicap, operativo dalla fine di febbraio 2020, ha ricevuto fino alla fine di settembre circa 300 segnalazioni e reclami da parte di assicurati, rappresentanti legali e medici. Le testimonianze tracciano un quadro a tinte fosche del lavoro degli esperti, secondo l'organizzazione. Alcuni periti sopravvalutano sistematicamente la capacità di lavorare degli invalidi e riceverebbero per questo lauti compensi.

In 53 casi gli esperti hanno valutato al 100% la capacità lavorativa dell'assicurato, quando il medico curante aveva certificato l'incapacità totale. A volte basta un colloquio di 15 o 20 minuti ai periti per decidere del diritto alla rendita dell'AI, indipendentemente dalle conclusioni del medico.

Clima pessimo e accuse di simulazione

In 20 casi i medici hanno segnalato che le perizie non corrispondevano agli standard medici. Inoltre, la stragrande maggioranza degli assicurati ha riferito che le diagnosi non erano coerenti o lo erano solo parzialmente.

Più della metà delle testimonianze riguardava il pessimo clima in cui si sono svolti i colloqui, a volte anche con accuse di simulazione.

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