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Farmaci per il trattamento degli infetti da Hiv.

KEYSTONE/EPA/DIEGO AZUBEL

(sda-ats)

Senza un vaccino sarà quasi impossibile fermare la pandemia di infezioni da Hiv. Lo afferma Anthony Fauci, uno dei principali esperti mondiali, sulla rivista Jama, 'raffreddando' gli entusiasmi di chi prevede invece un 'colpo finale' al virus entro il 2030.

Teoricamente, scrive Fauci, che dirige il National Institute of Allergy and Infectious Diseases (Niaid), per interrompere la pandemia potrebbe bastare una distribuzione efficiente delle terapie esistenti, dal momento che i farmaci antiretrovirali oltre che curare gli infetti prevengono la trasmissione, ad esempio ai partner.

Inoltre strategie addizionali, come la profilassi pre-esposizione, possono prevenire i contagi nelle persone ad alto rischio. "Tuttavia - sottolinea Fauci - da un punto di vista pratico fermare la pandemia senza un vaccino è improbabile. Nel mondo più di 17 milioni di persone che vivono con l'Hiv non ricevono la terapia antiretrovirale e questo si riflette in 1,8 milioni di nuove infezioni solo nel 2016. Diversi modelli hanno suggerito che l'ampia dispersione geografica delle persone, soprattutto in alcune zone rurali, renderebbe estremamente difficile raggiungere tutte le persone che hanno bisogno di trattamenti. In più le risorse economiche necessarie per distribuire i trattamenti e gli strumenti per la prevenzione nel mondo aumenta man mano che aumentano gli infettati".

Il vaccino per l'Hiv è difficile da ottenere, come testimoniano diversi fallimenti negli ultimi decenni, anche se secondo Fauci ne basterebbe uno efficace al 50% da affiancare agli altri strumenti. Nel 2016 l'Assemblea Generale dell'Onu ha approvato un documento in cui si indica il 2030 come obiettivo per l'eliminazione del virus.

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SDA-ATS