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BERNA - I 25 anni di esistenza di Aiuto aids svizzero (AAS) sono l'occasione per stilare un bilancio della situazione elvetica, dove il virus dell'HIV continua a contaminare ogni anno centinaia di persone. Secondo gli specialisti la prevenzione resta essenziale, malgrado il calo della mortalità dovuta alle cure moderne.
"La prevenzione contro l'AIDS è un tema scomparso dai media nel corso degli ultimi anni", ha spiegato all'ATS Bettina Maeschli, portavoce dell'AAS. Il preservativo continua ad essere molto utilizzato, anche dai giovani, "ma soprattutto quale contraccettivo e meno per proteggere dall'HIV".
La causa di questa evoluzione di atteggiamento va ricercata nel perfezionamento dei trattamenti - in particolare le terapie antiretrovirali - che porta ad una demistificazione della malattia. Molti adolescenti credono non solo - a torto - "che dall'AIDS si guarisce grazie alle triterapie", ma dimenticano anche che queste sono "particolarmente pesanti", sottolinea da parte sua Derib, autore del fumetto di sensibilizzazione "Jo".
Al passo con i tempi, gli specialisti del settore si occupano di campagne informative più mirate rispetto a quelle degli anni '90. Ne sono state realizzate per esempio alcune destinate in particolare agli omosessuali. Stando ai dati dell'UFSP, nel 2009 si è assistito, per la prima volta dal 2001, a un calo dei contaminati proprio in questo gruppo a rischio.
Altra tendenza in materia di lotta, spiega Ewa Mariethaux, capoprogetto prevenzione presso la Conferenza dei direttori cantonali della sanità, è quella di allargare la prevenzione a tutte le infezioni sessualmente trasmissibili. Ultimo tema centrale riguarda l'armonizzazione nazionale dei corsi di prevenzione tenuti nelle scuole.
In Svizzera sono 642 le persone risultate positive ad un test dell'HIV nel 2009, contro le 778 dell'anno precedente. Il numero delle persone infettate in Svizzera oscilla fra le 20'000 e le 30'000.

SDA-ATS