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Air China torna a Zurigo

KEYSTONE/EPA/DAVID G. MCINTYRE

(sda-ats)

Dopo una pausa di quasi 20 anni, Air China riprende mercoledì a volare da Pechino a Zurigo. Ciò potrebbe far aumentare il numero dei pernottamenti di 30.000 unità. Già nel primo trimestre dell'anno sono giunti in Svizzera più turisti cinesi.

Da mercoledì, Air China collegherà di nuovo, dopo l'interruzione decisa nel 1999, la capitale cinese alla città della Limat quattro volte alla settimana, vale a dire martedì, mercoledì, venerdì e sabato. La compagna già vola a Ginevra dal 2013.

In questo modo, si concretizzano un po' di più gli auspici espressi in gennaio della presidente della Confederazione Doris Leuthard e dal suo omologo cinese Xi Jinping di fare del 2017 l'anno del turismo tra la Svizzera e la Cina. I dati sono per lo meno incoraggianti: i pernottamenti attribuibili a viaggiatori provenienti dal grande Paese asiatico sono aumentati nel primo trimestre dell'anno del 12,3% rispetto all'analogo periodo precedente.

Per tutto il 2017, Svizzera Turismo prevede un aumento del 6%. Una situazione ben diversa rispetto all'anno scorso, quando era stato registrato un calo del 18% in seguito agli attentati terroristici e alle nuove regole per la concessione di visti in Europa.

"Grazie a questi nuovi collegamenti, Svizzera Turismo punta a 20'000 o 30'000 pernottamenti supplementari entro la fine dell'anno", rileva il suo portavoce André Aschwanden, contattato dall'ats. Dovrebbe in particolare aumentare la quota di turisti che viaggia individualmente e che è già del 35%.

Per i cinesi, la Svizzera non è di solito il Paese di arrivo o di partenza per un soggiorno in Europa, ma il volo diretto Zurigo-Pechino dovrebbe privilegiare chi ha intenzione di visitare prima di tutto la Svizzera, rileva Aschwanden.

Svizzera Turismo ritiene che Air China e Swiss - che offre già un collegamento Zurigo-Pechino - siano complementari. La compagna aerea controllata da Lufthansa si concentra sui viaggi d'affari e visitatori individuali, mentre la sua concorrente asiatica dispone di una vasta rete in Cina e punta piuttosto sui gruppi.

Dopo il calo subito l'anno scorso, le imprese turistiche elvetiche hanno intensificato il lavoro di promozione in Cina e i risultati cominciano a farsi vedere. "I cinesi stanno tornando", afferma Manuela Zurschmiede, della ferrovia della Jungfrau, nell'Oberland bernese.

Lo stesso dicasi per la ferrovia del Rigi nella Svizzera centrale. Roger Joss, responsabile delle vendite e del marketing, ritiene che quest'anno il mercato cinese si sviluppi in modo molto favorevole, dopo un leggero calo nel 2016.

Dopo i primi tre mesi dell'anno, il numero dei visitatori è leggermente inferiore a quello registrato nel 2015. Da notare però che tra il 2008 e 2015, il numero di viaggiatori cinesi è passato da 200'000 a 1,3 milioni, rileva Joss. Nel 2015, la compagnia ferroviaria aveva offerto 20 collegamenti supplementari quotidiani per gruppi giunti dall'impero di mezzo. Sempre disponibili, questi collegamenti supplementari possono essere riservati per tutti i gruppi di turisti, non solo quelli cinesi.

Anche Joss nota un aumento di visitatori individuali provenienti dalla Cina. I turisti giunti dal grande Paese asiatico rappresentato il quarto gruppo di viaggiatori stranieri in Svizzera, dopo tedeschi, britannici e americani.

SDA-ATS

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